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TRENTO. La mozione di sfiducia nei confronti dell'assessora provinciale all'Istruzione e cultura di Fratelli d'Italia, Francesca Gerosa, presentata dalle minoranze, sarà discussa in consiglio provinciale martedì 24 febbraio, probabilmente già prima delle interrogazioni a risposta immediata (question time) che di solito aprono la sessione consiliare. Lo ha confermato ieri il presidente del Consiglio, Claudio Soini, che in base al regolamento era tenuto a fissare la discussione della mozione «dopo almeno sette giorni e non oltre quindici giorni dalla sua presentazione», che è avvenuta il 14 febbraio.Prima di allora la maggioranza di centrodestra si ritroverà, convocata dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che per ora continua a non esprimersi a sostegno della sua assessora di FdI, così come non lo fa la Lega, per decidere possibilmente una linea comune.
L'incontro di maggioranza è previsto verso fine settimana, perché si attendono le riunioni di partito, soprattutto quella del Patt che, come annunciato dal segretario e assessore Simone Marchiori la settimana scorsa, voleva prendersi il tempo per riunire gli organismi per «una valutazione approfondita» dello scontro politico che ha portato al deposito della mozione di sfiducia. E in questo quadro già così teso nella coalizione di centrodestra, dopo il polverone che si è sollevato intorno alla figura storica dell'autonomista Clara Marchetto, attivista dell'Asar e fondatrice del Pptt, che per FdI è invece una spia e un'antitaliana, le Stelle alpine non demordono e anzi rilanciano con un'altra mozione, poiché non si accontentano del fatto che il consiglio regionale a larghissima maggioranza abbia votato a favore della riabilitazione storica di Marchetto, morta a Parigi nel 1982, e della posa di una targa in sua memoria.
La nuova mozione è stata presentata sempre in consiglio regionale a prima firma della consigliera del Patt, Maria Bosin, la quale ritiene insufficiente la targa e chiede che a Clara Marchetto venga invece intitolata la Sala di rappresentanza della Regione, che è la sala principale a piano terra del palazzo di piazza Dante, quella più grande ed importante, dove spesso di svolgono convegni, assemblee, dibattiti pubblici. Dopo la bufera che la prima mozione ha sollevato all'interno del centrodestra, con uno scontro interno, che la maggioranza trentina si trova ora a dover gestire a fronte della mossa scaltra delle minoranze, che si sono incuneate con la messa ai voti della sfiducia a Gerosa per cercare di mandare in crisi la Giunta, la presentazione di una seconda mozione su Marchetto potrebbe sembrare una provocazione, visto il clima che si è venuto a creare nella coalizione di Fugatti, ma Bosin evidenzia che la sua iniziativa era partita prima che si sollevasse tutto questo polverone e comunque non ci rinuncia.
«Mi sembrava riduttivo - spiega la capogruppo del Patt in consiglio provinciale - dedicare a Clara Marchetto solo una targa, perché è una cosa morta. Invece, l'intitolazione della Sala di rappresentanza vuol dire che ogni volta che viene organizzato qualcosa in quella sala viene ricordato il suo nome e le persone potranno chiedersi chi era Clara Marchetto. L'intitolazione della sala era la richiesta che aveva fatto il gruppo di cittadini che aveva sollecitato la prima mozione, che invece conteneva solo la riabilitazione e la targa.
Durante il dibattito - precisa Bosin - sono intervenuta prima che parlasse l'assessora Gerosa, per dire che era mia intenzione presentare un emendamento alla mozione o un'altra mozione per chiedere l'intitolazione della sala. Quando è visto la piega che avevo preso il dibattito ho rinunciato all'emendamento, perché ho capito che non c'erano i presupposti, ma ho subito raccolto le firme dei consiglieri regionali per depositare un'altra mozione. La mia non voleva e non vuole essere una iniziativa provocatoria. In poco tempo ho raccolto 35 firme del consiglio regionale molto trasversali e a molti non ho fatto in tempo a chiedere la firma. Così ho depositato la mozione».
Certo, tra le firme non c'erano quelle di Fratelli d'Italia.Il Patt può continuare a stare in giunta con FdI? Bosin cerca di raffreddare la polemica: «Mi spiace che i toni si siano alzati così. Le frasi di Gerosa sono state gravi e pesanti, ma io guardo alla concretezza delle cose. Penso che il presidente cercherà le convergenze. È stata una bella occasione per riscoprire la storia locale e la nostra identità. Per me il risultato è riuscire a intitolare la sala di rappresentanza a Clara Marchetto. Questo è quello che conta».


