Degasperi incalza la Giunta sul reclutamento del personale in Trentino Trasporti: rischio favoritismi
Un’interrogazione firmata dal consigliere provinciale di Onda segnala criticità nelle regole di reclutamento e nella trasparenza interna di Trentino Trasporti. Nel mirino un dirigente privo di laurea e, “sulla base delle segnalazioni pervenute”, l’assunzione del figlio
TRENTO. Misure organizzative e controlli adottati da Trentino Trasporti per mitigare il rischio di corruzione nel reclutamento del personale sono al centro di un’interrogazione alla Giunta provinciale firmata dal consigliere Filippo Degasperi. Nel testo si ricorda che, nelle società a capitale pubblico, “attraverso l’adozione di regole trasparenti e controlli interni, dovrebbero prevenire il rischio che l’interesse privato prevalga su quello generale”, e che una delle aree “a maggiore rischio” è quella delle assunzioni e delle progressioni di carriera, dove possono emergere “favoritismi, nepotismi o conflitti di interesse”.
Nel documento si segnala che, all’interno della società, sarebbe stato individuato “un dirigente non in possesso di laurea”, nonostante la normativa provinciale preveda il titolo universitario per l’accesso ai ruoli dirigenziali. Il presidente di Trentino Trasporti, Diego Salvatore, avrebbe spiegato che “le società a controllo pubblico non sono soggette al decreto” sul pubblico impiego, ma applicano la disciplina sulle società partecipate, che “consente di definire criteri propri per il reclutamento nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Sempre secondo quanto riportato, per le selezioni è previsto “un regolamento interno che non richiede espressamente la laurea”.
Il consigliere osserva però che la normativa provinciale estende la propria applicazione anche alle società partecipate, “per quanto compatibile”, e che direttive provinciali richiamano l’obbligo di rispettarla. Secondo l’interrogazione, il concetto di compatibilità “non deve essere confuso con arbitrarietà di scelta rispetto a quali disposizioni applicare”, ma vada inteso come “vincolo di applicazione di tutto quanto non sia in conflitto” con la natura privatistica del rapporto di lavoro.
Ampio spazio viene dedicato alla segnalata assunzione del figlio del dirigente senza laurea. Secondo quanto riportato, il figlio avrebbe partecipato a una selezione per addetto al controllo di gestione “entrando nella graduatoria di merito”. Esauriti i posti disponibili nel servizio previsto dalla selezione, sarebbe però stato assunto “nell’area alle dipendenze del padre”.
Nel testo si richiama che le norme su trasparenza e anticorruzione, applicabili anche alle società partecipate, contengono disposizioni su incompatibilità e inconferibilità e vietano che tra parenti stretti “si instaurino rapporti di subordinazione”. Nell’interrogazione si sottolinea che in molti regolamenti interni esistono procedure specifiche per gestire queste situazioni e che, se un dipendente si trova in una struttura dove un parente diretto è il proprio superiore, “uno dei due deve essere spostato o ricollocato” per eliminare il potenziale conflitto.
Il documento evidenzia inoltre criticità sul quadro regolatorio interno della società, perché il regolamento pubblicato online “non elenca per le diverse posizioni i titoli di studio richiesti” e i requisiti sarebbero stabiliti “per ogni singolo bando”, lasciando alla società “pieno arbitrio”. Viene anche ricordato che dubbi sulle procedure concorsuali erano già stati segnalati in una precedente interrogazione rimasta “priva di risposta dopo quasi due anni”, con quesiti su selezioni ravvicinate per addetto all’esercizio con bandi “marcatamente differenti”.
Tra gli altri elementi citati figurano la pubblicazione di un organigramma “senza nomi” e l’assenza, sul sito internet della società, di una pianta organica che definisca ruoli disponibili, requisiti, personale assegnato e mansioni. Secondo l’interrogazione, uno strumento di questo tipo potrebbe limitare il rischio di assunzioni arbitrarie e ridurre la discrezionalità, evitando che possano essere create o modificate posizioni “per favorire qualcuno”.
Alla Giunta provinciale vengono chiesti chiarimenti sulle verifiche svolte dagli organi interni di amministrazione e controllo, tra cui collegio sindacale e organismo di vigilanza. Il consigliere domanda inoltre se siano stati effettuati controlli sulla possibile incompatibilità familiare citata, sui poteri di spesa e sulle procure, e se sia ritenuto corretto pubblicare organigrammi privi dei nomi dei responsabili.
Tra i quesiti anche l’opportunità di definire una pianta organica e la richiesta di verifiche, nell’ambito del controllo analogo, sulle modifiche organizzative e sulle procedure di selezione richiamate nell’interrogazione.