La polemica

Andrea Pucci: «Scaricato dalla Dao, se va avanti così dovrò chiedere l’elemosina»

«La Conad ha cambiato idea. Ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso?». La presa di posizione del comico che ha rinunciato a Sanremo

TRENTO. L'onda lunga della polemica che ha coinvolto il comico milanese Andrea Pucci, è arrivata anche in Trentino. Lo stand-up comedian infatti, atteso al festival di Sanremo come co-conduttore durante la terza serata, aveva deciso negli scorsi giorni di fare un passo indietro dopo quella che lui stesso aveva definito come un' «onda mediatica negativa» che colpendo l'artista e la sua famiglia aveva «alterato il patto fondamentale» con il pubblico.

Un ritiro dovuto quindi principalmente agli insulti e alle pressioni seguite al suo annuncio (in particolare per alcuni suoi sketch omofobi o con personaggi giudicati come stereotipati o offensivi) e che non ha mancato di scatenare anche un acceso dibattito tra esponenti politici di destra e sinistra, in particolare dopo la difesa dell'artista da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dai ministri degli affari esteri e dei trasporti Antonio Tajani e Matteo Salvini.

E, inaspettatamente, la polemica si è portata in Trentino e nel mirino questa volta c'è la Cooperativa di Trento Dao con oltre 280 punti vendita in tutto il Trentino Alto-Adige e nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Bergamo e Brescia.

Nel tardo pomeriggio di lunedì 9 febbraio lo stesso Pucci ha infatti pubblicato sulle sue pagine social (più precisamente nelle cosiddette «storie» di Instagram) uno screenshot che riportava una comunicazione dalla Cooperativa trentina Dao indirizzata presumibilmente all'agenzia di spettacolo che, tra gli altri, si occupa dell'interesse dell'artista.

Nello specifico, facendo «seguito alle vicende successe negli ultimi giorni a livello mediatico» riportava la mail, «ci vediamo costretti a rinunciare all'ingaggio dell'artista Andrea Pucci» ad un evento aziendale in programma poiché «non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica».

Una notizia che non deve essere proprio andata giù all'artista che ironizzando aveva commentato la notizia così: «La Conad ha cambiato idea. Ora non faccio più ridere, ma neanche la spesa come rimborso?». In una «storia» successiva inoltre il comico ha pubblicato l'immagine di un primo piano di una sede della Conad scrivendo: «Se va avanti così dovrò andare fuori dai loro store a chiedere l'elemosina».

Nel frattempo già dopo qualche ora la «storia» su Instagram che riportava la comunicazione da parte della Dao è stata eliminata dall'artista, molto presumibilmente anche a causa della presenza "nero su bianco" della firma della Specialista di Comunicazione della società che aveva firmato la lettera, visibile dagli oltre 1 milione di persone che seguono ogni giorno il comico sulla piattaforma. Dao non commenta la notizia.

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