Ferrovia dell'Avisio e Olimpiadi 2026, un’idea che cresce
Il progetto, rilanciato in vista dei Giochi, raccoglie consenso e attenzione internazionale. Un sondaggio online registra migliaia di adesioni e un forte favore verso il collegamento ferroviario tra le valli dolomitiche. Tra aspettative e criticità, il dibattito sulla mobilità sostenibile entra nel vivo
TRENTO. L’idea della ferrovia dell’Avisio, rilanciata in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, sta attirando attenzione ben oltre i confini locali. La proposta di collegare Trento con Penia di Canazei, attraversando Val di Cembra, Val di Fiemme e Val di Fassa, viene presentata come una risposta strutturale alle criticità di mobilità che da anni accompagnano lo sviluppo turistico delle valli. Un’area che include siti riconosciuti Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, con la conseguente responsabilità di conciliare tutela ambientale e sviluppo sostenibile. In questo contesto, la ferrovia viene indicata come alternativa al traffico su gomma che ormai grava tutto l’anno su viabilità e servizi.
Dal 2009 l’associazione Transdolomites promuove il progetto con incontri pubblici e iniziative a livello locale ed europeo. Le Olimpiadi invernali del 2026, evento sportivo di portata globale, sono considerate un’occasione per andare oltre l’appuntamento agonistico e lanciare un messaggio di responsabilità verso il futuro delle valli dolomitiche. Da qui nasce il sondaggio online “Fiemme, Fassa e Cembra in treno”, pensato per raccogliere opinioni e proposte sulla mobilità ferroviaria lungo l’asse dell’Avisio.
I primi dati, relativi alla sola settimana iniziale, mostrano una partecipazione superiore alle attese: oltre 2.300 risposte, con picchi di tre al minuto in alcune fasce orarie. Il coinvolgimento è forte in Trentino-Alto Adige, ma la maggioranza dei contributi arriva anche da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, a conferma del legame turistico con le valli. Dal territorio risultano più di 700 risposte di residenti, soprattutto da Cavalese, Moena e Predazzo. Non mancano adesioni dall’estero, dall’Europa agli Stati Uniti e all’Australia, segnale di un interesse che ha ormai dimensione internazionale.
Sul piano dei contenuti, il 93% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza favorevole alla ferrovia dell’Avisio. Il 70% afferma di essere molto interessato al tema della mobilità e un ulteriore 23% abbastanza interessato. Tra i vantaggi più citati emergono la riduzione del traffico e la possibilità di muoversi senza auto, mentre le principali criticità riguardano i tempi di realizzazione e il timore di impatti ambientali non adeguatamente gestiti. Transdolomites punta ora ad ampliare il campione fino ad almeno 10.000 partecipanti, con particolare attenzione ai giovani e ai residenti delle valli, trasformando il sondaggio in un ampio confronto pubblico sul futuro della mobilità alpina.