Il caso

Certificati antincendio scaduti, verifiche nelle scuole trentine

Dopo l’intervento per un falso allarme i vigili del fuoco avevano rilevato carenze legate all’edificio del Tambosi

di Leonardo Pontalti

TRENTO. Sono giorni di frenetiche verifiche quelli negli uffici di via Vannetti dell'Apop, l'agenzia provinciale delle opere pubbliche. In un periodo nel quale la sicurezza dei luoghi frequentati da giovani e giovanissimi è sotto la lente dopo i tragici fatti di Crans Montana, in Trentino non ci sono solo i locali a essere passati al setaccio. Perché qualche criticità è emersa anche in altre strutture frequentate massicciamente e quotidianamente: le scuole.

Tutto è partito da un falso allarme, a seguito del quale sono venute alla luce purtroppo irregolarità vere: il 9 gennaio scorso i vigili del fuoco permanenti di Trento erano stati chiamati a intervenire all'istituto tecnico economico Tambosi, scuola superiore che conta un migliaio di iscritti tra studentesse e studenti. Fortunatamente tutto si era risolto senza conseguenze: era stato rilevato unicamente un piccolo guasto ma, a seguito dell'intervento, i vigili del fuoco avevano come da prassi esaminato la documentazione dello stabile.

È così stata rilevata una serie preoccupante di carenze formali che tuttavia nel caso di qualsivoglia problema possono avere conseguenze sostanziali (si pensi solo alle contestazioni delle società assicurative che in quadro del genere avrebbero gioco facile nel negare coperture risarcitorie): piccole problematiche di impiantistica da sanare in un quadro di vetustà dell'edificio, formazione degli addetti alla sicurezza da aggiornare ma, soprattutto, licenze antincendio scadute.Un quadro che ha portato a ulteriori sopralluoghi da parte dei vigili del fuoco permanenti nei giorni successivi ma che, soprattutto, ha portato l'assessora Francesca Gerosa a convocare con la massima urgenza un incontro con i vertici di Apop, "padroni di casa" degli istituti scolastici e responsabili dei fabbricati così come i Comuni lo sono per le scuole primarie.

La vicenda - che in Provincia si è cercato di non far trapelare e che aveva avuto precedenti in passato con sanzioni legate ad altre scuole - si chiuderà con il pagamento delle sanzioni previste per la carenza legata alle certificazioni scadute (si tratta nel caso specifico di attestati di durata quinquennale) ma ha portato a una vorticosa serie di accertamenti per capire se altre strutture versino nella stessa situazione del Tambosi dove ora, va detto per evitare allarmismi, è stata ristabilita una piena situazione di sicurezza per studenti, docenti e personale. Ma solo a fronte di un fortuito quanto provvidenziale intervento dei vigili del fuoco permanenti.

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