Caos Cup e prelievi, il Pd chiede le dimissioni di Tonina. Lui non lo esclude: “Ci devo pensare”
L’assessore alla Sanità sta valutando di fare un passo indietro: "Mi prendo le mie responsabilità sui disagi di questi giorni, dovrà farlo anche Asuit". Zanella e Manica parlano di responsabilità pesanti per i disservizi al Cup e chiamano in causa anche il presidente Fugatti. La maggioranza difende l’assessore: “Siamo con lui”
PD "L'assessore si dimetta"
TRENTO. “Alla luce della richiesta del Pd di fare un passo indietro ho pensato di prendermi un paio di giorni per pensarci. Mi assumo le mie responsabilità: i disagi devono essere superati. L’obiettivo comune è dare risposte ai cittadini». Così l’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina commenta la richiesta di dimissioni avanzata dal Partito democratico dopo i recenti disservizi che hanno colpito il Cup e altri settori del sistema sanitario trentino.
L’attacco dell’opposizione è duro. I consiglieri provinciali del Pd Paolo Zanella e Alessio Manica parlano di “responsabilità pesanti di assessorato e azienda” e di un vero e proprio “disastro nei sistemi informativi del Cup”, con ricadute dirette sui cittadini in attesa di visite anche urgenti. Alle criticità del centro unico di prenotazione, secondo il Pd, si aggiungono i problemi del nuovo sistema informativo introdotto nei pronto soccorso, il crash per due giorni del software di gestione del laboratorio, i continui guasti alle apparecchiature radiologiche e una carenza di personale che alimenta il malcontento nei reparti e nei servizi.
Nel mirino dei consiglieri dem finisce anche il rapporto tra l’assessore e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Secondo Zanella e Manica, Tonina manifesterebbe insofferenza per la gestione dell’azienda sanitaria e vorrebbe cambiare il vertice, ma non potrebbe farlo per la contrarietà di Fugatti, definito “strenuo difensore del direttore generale, nonostante tutto”. Da qui l’affondo politico: “Un assessore delegittimato dal presidente nella propria visione sul vertice dell’Azienda che governa la sanità è un assessore che non può controllare la sanità”, concludono, parlando di immobilismo e di una poltrona che “preme troppo”.
Di segno opposto la posizione della maggioranza, che respinge le richieste di dimissioni e ribadisce piena fiducia nell’operato di Tonina. Viene riconosciuto che negli ultimi giorni si siano verificati disservizi, ma si sottolinea come la risposta debba essere organizzativa e non politica.
"La comunità trentina - spiega Fugatti - è consapevole delle difficoltà attuali, tra ritardi al Cup e attese nei pronto soccorso, ma riconosce anche la qualità complessiva del sistema sanitario e lo sforzo in corso per superare le criticità".