Sanità

Punti prelievo chiusi per un guasto informatico in tutto il Trentino, Pd all’attacco

Zanella e Parolari: “Non si può far ricadere la colpa di tutto ciò sulle ditte fornitrici dei software, ma sono i vertici aziendali e l’assessorato che devono assumersi la responsabilità di questa débacle dei sistemi informatici, che non è episodica, ma strutturale”

TRENTO. «Non è l’ennesimo imprevisto, ma la prova di un problema strutturale che qualcuno deve assumersi la responsabilità di governare». È l’accusa dei consiglieri provinciali del Pd Paolo Zanella e Francesca Parolari dopo il blocco totale del software di gestione del laboratorio analisi dell’ASUIT. Dalla mattina di oggi il sistema è andato in crash completo, fermando i prelievi ordinari negli ambulatori e negli ospedali. «Sono state garantite solo le urgenze, mentre centinaia di cittadini sono stati rimandati a casa e il personale ha dovuto, ancora una volta, tamponare disservizi non dipendenti dal proprio lavoro».


I due esponenti ricordano come i segnali di cedimento fossero evidenti già da giorni. «Già la scorsa settimana avevamo segnalato l’impossibilità di aprire agende CUP e di prenotare prestazioni di secondo livello», spiegano. «Il risultato è sotto gli occhi di tutti: overbooking da una parte, ambulatori invisibili dall’altra e specialisti che arrivano a visitare due pazienti al giorno, con le prime disponibilità rinviate a ottobre. È un disastro organizzativo».


Nel mirino finiscono anche altri sistemi introdotti negli ultimi mesi. «I problemi non riguardano solo il laboratorio», sottolineano Zanella e Parolari. «Ci sono state criticità con il nuovo software SAP per farmacia e presidi, con il SIO della cartella clinica informatizzata nei pronto soccorso, con gli aggiornamenti di TreC e con il sistema di prenotazione dei prelievi già in passato. Tutto questo dimostra una vulnerabilità diffusa dei sistemi informatici aziendali». Secondo i consiglieri, le implementazioni sarebbero state accelerate per rispettare le scadenze del PNRR, senza adeguati collaudi su funzionalità, sicurezza e interoperabilità.


«Non è accettabile scaricare la responsabilità sulle ditte fornitrici», concludono. «La responsabilità ultima è di chi governa l’Azienda e dei vertici politici che devono garantire il buon funzionamento dei processi». In un contesto segnato dalla carenza di personale e da continue difficoltà organizzative, «anche informatiche e strutturali», i disservizi rischiano di compromettere la qualità delle cure e l’attrattività del sistema sanitario. Annunciata la presentazione di una interrogazione consiliare sulla gestione dell’informatica ASUIT.

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