I trentini girano brontolando nel centro storico senza auto

8 gennaio 1974 – Sperano che all’ordinanza vengano apportate alcune modifiche

TRENTO. Da un primo sondaggio pare proprio che non sia contento nessuno; anzi, la chiusura del centro storico, nel suo primo giorno d'attuazione, ha fatto scoppiare la bile alla maggior parte dei commercianti, alla maggior parte dei privati schiavizzati dall'uso dell'automobile, alla maggior parte dei lavoratori che venendo dai sobborghi non trovano parcheggio per la macchina, alla maggior parte delle signore che, abituate a far la spesa col motore acceso, si trovano a girare per la città con le braccia cariche di pacchetti e pacchettini, alla ricerca di un autobus che sembra non arrivi mai.

Da notare anche che nei supermercati il servizio a domicilio è riservato a che fa una spesa superiore alle 10.000 lire. In fondo, il centro storico è stato messo in croce; e ciò, per amore dell'obiettività, in parte a ragione e in parte a torto. È chiaro, e nessuno la contesta, che una soluzione si doveva pur prendere, per salvare il salvabile e allontanare per quanto è possibile la nevrosi collettiva, l'inquinamento collettivo e la saturazione completa della città. Il fatto è che la saturazione ora si è spostata nella cintura immediatamente periferica: ieri, per avvicinarsi al centro storico, le macchine si sono fermate in code interminabili, hanno girato impazzite per le vie adiacenti, alla ricerca di un posteggio che non c'era, perché i pochi che esistono erano pieni fin dal mattino.


Invece, ma bisogna ricordare che si tratta solo della prima giornata, non è poi che i mezzi pubblici abbiano cambiato routine: non si è notato sugli autobus un maggior affollamento, non c'è stato superlavoro per i taxi. E non c'è stata nemmeno la città deserta: i permessi, infatti, vuoi per un motivo vuoi per un altro, sono stati distribuiti a parecchia gente, che sfoggiando un contrassegno sul parabrezza ha potuto ignorare i segnali di divieto e circolare come sempre.


I vigili, dislocati soprattutto sugli incroci diventati tabù per i motori, hanno avuto ordini di scuderia di affidarsi al buon senso, di non spiccare, cioè, contravvenzioni per tutte le infrazioni riguardanti la nuova ordinanza: ciò per dar tempo alla popolazione di abituarsi al nuovo stato di cose.


In cambio ai vigili sono state chieste molte spiegazioni, sono state confidate preoccupazioni e dati suggerimenti. Ma, nel complesso i trentini si trovano in stato di attesa, convinti che l'attuale situazione dovrà adattarsi ai casi concreti e modificarsi secondo le circostanze.


Hanno accolto l'ordinanza come una prova che in generale non rifiutano per partito preso. Ma ognuno per i fatti suoi ha già pronto una serie di modifiche da proporre. Intanto il Comune non è che se ne stia con le mani in mano; anche nella riunione di Giunta ieri quello del centro storico è stato un argomento all'ordine del giorno, sul quale si è discusso a lungo.

comments powered by Disqus