Medici di base, Zanella (Pd): tra pensionamenti e pochi iscritti alla Scuola di formazione il sistema non regge
«Siamo consapevoli delle criticità - ammette il dirigente generale del dipartimento alla salute Andrea Ziglio - e nel breve periodo la soluzione sarà quella di proporre ai medici in servizio un aumento del loro massimale in modo che nessun paziente rimanga senza medico. Poi aiuterà sicuramente la nuova organizzazione con una presa in carico multidisciplinare dei pazienti sul territorio»
TRENTO. La carenza di medici di medicina generale è un problema nazionale e il Trentino non fa eccezione. Martedì prossimo coloro che si sono iscritti al bando straordinario dell'Asuit saranno convocati ma ovviamente i numeri non possono che rimanere stabili o peggiorare.
«Siamo consapevoli delle criticità - ammette il dirigente generale del dipartimento alla salute Andrea Ziglio - e nel breve periodo la soluzione sarà quella di proporre ai medici in servizio un aumento del loro massimale in modo che nessun paziente rimanga senza medico. Poi aiuterà sicuramente la nuova organizzazione con una presa in carico multidisciplinare dei pazienti sul territorio».
Ziglio spiega inoltre che, quando si parla di zone carenti, non vuol dire zone senza medico di medicina generale. « Il calcolo deriva dal rapporto ottimale del ciclo di scelta dei medici di medicina generale (quindi il rapporto 1 medico ogni 1.200 abitanti) applicando dei correttivi, che derivano dal "ciclo orario". Il quadro sarà più chiaro martedì quando i candidati sono convocati e si capirà la disponibilità a coprire le varie zone».
Denise Signorelli, direttrice sanitaria dell'Asuit, garantisce che nessuno rimarrà senza medico. «È invece possibile che non tutti i pazienti avranno il medico sotto casa, ma la situazione sarà più chiara solamente dopo martedì».
Sul problema della carenza dei medici di medicina generale è intervenuto il consigliere Pd Paolo Zanella. «La situazione è ancora peggiore di quella descritta oggi. Perché oltre alle attuali 54 aree carenti e ai 19 pensionamenti che dobbiamo aspettarci quest'anno vi sono almeno altri due elementi di cui tenere conto. Innanzitutto sappiamo già che il 13 gennaio, dei 19 medici di base inseriti nelle diverse graduatorie (graduatoria provinciale, che hanno conseguito il diploma dopo chiusura delle domande per la graduatoria provinciale, trasferimenti da altra regione, studenti...), solo 17 potrebbero accettare il ruolo - sempre che si presentino - perché tre hanno optato per Predazzo come unica sede e lì vi c'è un solo incarico scoperto. Poi il dato più allarmante per il futuro: nonostante le borse di studio integrative per tutti gli studenti (anche per i fuori provincia) - che abbiamo proposto e fatto approvare come minoranza nello scorso assestamento di bilancio -, alla Scuola di formazione specifica in Medicina generale si sono iscritti solo 15 studenti su 40 posti banditi».
Per Zanella serve correre ai ripari. «Serve una strategia complessiva, come chiediamo da tempo, che si basi su almeno due pilastri: ripensamento del lavoro del medici di medicina generale per renderlo sostenibile rispetto al numero di assistiti di cui si chiede di farsi carico con misure di trattenimento e attrattività della professione».
Quanto all'organizzazione «deve passare per misure che sgravino totalmente da carichi impropri e che rendano più attrattiva la professione proprio perché ci si può finalmente dedicare a fare ciò per cui ci si è formati: farsi carico degli assistiti. Oltre un anno fa avevamo chiesto che ci si candidasse, come Provincia autonoma, a sperimentare la validità annuale delle ricette mediche: ha dovuto arrivare il Governo per farlo, così come sulla certificazione di malattia, ora valida anche in tele-visita. Ma serve molto altro».
Per il consigliere "occorrono sistemi informativi e Al che semplifichino - e non complichino come spesso accade - il lavoro e un potenziamento del supporto amministrativo, così come l'implementazione di un'organizzazione degli studi medici che sia omogenea sul territorio e non cambi di studio in studio e di AFT in AFT, a garanzia della stessa qualità dell'assistenza in tutto il Trentino, magari prendendo a modello le più efficaci e efficienti misure organizzative già in essere in qualche gruppo di Mmg. Il tutto sotto una più presente regia pubblica».