La vicenda

Intrecci affari-politica, la Procura di Trento chiude l’inchiesta per 28 indagati

Nel dicembre 2024 erano stati 77 i soggetti perquisiti e in 8 finirono agli arresti domiciliari. Nel frattempo ci sono state alcune archiviazioni, mentre il prossimo mese il gip deciderà se l’accusa di associazione a delinquere verrà a decadere, come chiesto dalla stessa procura. L’udienza in aula si terrà il 5 febbraio

TRENTO. La procura distrettuale di Trento ha chiuso le indagini sull'operazione "Romeo" e gli intrecci tra affari e politica nella nostra regione. L'inchiesta - partita nel 2019 dal progetto WaltherPark di Bolzano e poi ampliata ad altri affari in Alto Adige e in Trentino, soprattutto nell'Alto Garda con gli interessi di Signoretti e Hager sull'area ex Cattoi - nel dicembre 2024 aveva provocato uno scossone nel mondo economico e politico, con 77 perquisizioni e nove misure di custodia cautelare (8 indagati ai domiciliari) per una presunta associazione a delinquere finalizzata ad ottenere appalti ed autorizzazioni a costruire.

Presunta associazione - va ricordato - perché la stessa procura ha nel frattempo chiesto l'archiviazione per 35 ipotesi di reato fra cui proprio l'associazione a delinquere: per le 44 parti coinvolte, dunque, la posizione è ancora sospesa, in attesa dell'udienza di inizio febbraio quando il gip Enrico Borrelli, che ha respinto la richiesta della procura e fissato l'udienza per sentire le parti, deciderà se archiviare, o disporre ulteriori indagini oppure optare per l'imputazione coatta.

Indagini concluse per 28

L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato mercoledì a 28 indagati, fra cui cinque dei nove inizialmente raggiunti di misura cautelare, ossia il commercialista altoatesino Heinz Peter Hager, l'imprenditore trentino Paolo Signoretti, l'ex parlamentare ed ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, l'ex sindaca di Riva del Garda Cristina Santi, l'architetto altoatesino Andrea Saccani. C

sono anche i nomi dell'ex sindaco di Arco Alessandro Betta, della vicepresidente del consiglio comunale di Arco Tiziana Betta, dell'ex assessore di Riva del Garda Mauro Malfer e dell'ex assessore provinciale Luca Zeni. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari, 13 pagine firmate dai sostituti Alessandro Clemente e Federica Iovene, è stato notificato anche a cinque enti giuridici: Altogarda Parcheggi e mobilità (Apm), Arco.Re srl, Asd Cestistica rivana, Heliopolis spa, Heliopolis Urban Regeneration spa. Sono 28, dunque, gli indagati che hanno venti giorni per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione, oppure chiedere al pubblico ministero di essere sentiti.

Le accuse agli indagati

Signoretti e Hager devono rispondere dei 25.864 euro versati per la campagna elettorale dell'ex assessore di Riva Malfer.

Secondo la procura si accordavano per «sostenere segretamente» le spese per il candidato addebitandone i costi alle società a loro riconducibili in assenza dei requisiti imposti dalla normativa; inoltre non avrebbero presentato dichiarazione congiunta, trattandosi di contributi oltre la soglia di legge.

Per Cristina Santi l'accusa è stata limata: corruzione (anziché induzione indebita a dare o promettere utilità) per i 10mila euro relativi alla sponsorizzazione dell'Asd Cestistica Rivana da parte di Signoretti e per il parcheggio pubblico dell'area ex Cattoi. Signoretti, Hager e Malfer devono rispondere di falsità ideologica per aver velocizzato l'iter di approvazione delle linee guida dello sviluppo della fascia lago di Riva. Signoretti deve anche difendersi, assieme ad Alessandro Betta, dal reato di corruzione: 2.500 euro come contributo alla campagna elettorale di Betta e la promessa di un aiuto anche in futuro, in cambio del sostegno nelle sedi istituzionali del progetto di riqualificazione dell'ex Hotel Arco. Anche Tiziana Betta avrebbe ricevuto 2500 euro da Signoretti per il progetto.

Sempre in ambito di elezioni, rimane l'accusa per Signoretti, Betta e Luca Zeni di essersi accordati «affinché l'imprenditore sostenesse segretamente le spese relative alla campagna di comunicazione politica, anche a mezzo social, dei due esponenti del Partito democratico, per un ammontare complessivo di 46.970 euro». E ciò attraverso fatture emesse da una società di Signoretti recanti causali diverse, in modo da dissimulare l'attività svolta a favore dei due politici.

A Signoretti vengono contestati reati tributari, ma anche di violazione del Testo unico sull'edilizia (in concorso con la moglie Barbara Messina) per una tettoia, nell'ambito della ristrutturazione dell'abitazione. Signoretti, che parla attraverso l'avvocato Rambaldi, ricostruendo l'intera vicenda, evidenzia: «Con l'avviso di conclusione delle indagini preliminari ci viene consegnato un impianto accusatorio fortemente ridimensionato, rispetto al quale confidiamo, oggi a maggior ragione, di poter chiarire ogni residuale profilo di contestazione».

All'ex senatore Vittorio Fravezzi rimane - in attesa che il gip si pronunci sull'associazione a delinquere - l'accusa di turbativa in concorso per l'appalto per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione dell'immobile storico "Torre Guaita" a Pietramurata. Questa è la "fotografia" dell'inchiesta oggi, perché la decisione del giudice a febbraio sulla richiesta di archiviazione dell'associazione a delinquere potrebbe cambiare - e di molto - gli equilibri.

Attesa l'udienza a febbraio

La cancellazione dell'associazione significherebbe l'uscita di scena del magnate austriaco René Benko, ora in carcere a Vienna per reati commessi in Austria (è stato condannato a due anni di reclusione dalla Corte d'assise di Innsbruck per bancarotta fraudolenta nell'ambito del crack miliardario del gruppo Signa), oltre che la conferma per Hager, Signoretti, Fravezzi, Santi e Saccani (accusati di associazione assieme all'architetto altoatesino Fabio Rossa, alla funzionaria del comune di Bolzano Daniela Eisenstecken, al consulente Lorenzo Barzon e anche a Benko) delle sole accuse contenute nell'avviso di conclusione delle indagini notificato nei giorni scorsi.

Per alcune delle persone coinvolte c'è già stata l'archiviazione (per Siegfried Brugger, ex deputato ed ex Obmann dell'Svp, per Ernst Gostner e familiari in merito alle quote della società Alerion, e per un dipendente del Comune di Trento), mentre sono stralciati altri nomi, fra cui quello del consigliere comunale di Trento Andrea Merler, per una definizione della posizione.

L' "uscita" dall'indagine principale può indicare l'archiviazione, ma anche significare l'avvio di nuovi approfondimenti e l'apertura di altri fascicoli.

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