Sanità

Non si trovano più medici di famiglia: bando per 54 posti vacanti, ma rispondono solo in 10

La maggior parte delle zone «scoperte» si trova a Trento (17), in Alta Valsugana (8) e tra Rovereto e Garda (14). Nel 2026 saranno 19 i dottori ad andare in pensione

di Matteo Lunelli

TRENTO. Dieci risposte. Solo dieci risposte. Che diventano diciannove considerando anche gli studenti attualmente iscritti al Corso di formazione specifica in Medicina generale: nove risposte, quindi, in chiave futura ma che attualmente non possono essere considerate come le altre. È questo il primo esito del bando straordinario del ruolo unico previsto dall'Accordo collettivo nazionale della medicina generale pubblicato dall'Azienda sanitaria a inizio novembre e terminato a Natale.

Ora i candidati presenti nelle graduatorie sono convocati martedì 13 gennaio per definire la loro scelta. Ma quello che è già - purtroppo - certo è che solo una piccolissima parte dei 54 incarichi vacanti a ruolo unico verranno effettivamente assegnati: sperando che tutti e nove i candidati "firmino", solo il 18% degli incarichi verrà assegnato. E il resto? L'opzione più immediata sarà quella di alzare il massimale di pazienti ad alcuni medici limitrofi alla zona rimasta "vuota" per dare risposte a tutti i cittadini.

Entrando nel dettaglio, due mesi fa l'Azienda sanitaria aveva individuato una serie di incarichi vacanti a ruolo unico (54). Precisamente 17 nella zona di Trento e valle dei Laghi (2 a testa per Gardolo, Mattarello e Oltrefersina, 4 per San Giuseppe/Santa Chiara, 1 per Garniga, 1 per Aldeno e altri 5 all'interno dell'ambito, ma senza vincoli), 3 in Rotaliana, Paganella e Cembra (1 a Mezzolombardo presso la Casa della Comunità, 1 a Terre d'Adige e 1 a Lona Lases), 1 in Val di Non (Sanzeno), 8 in Alta Valsugana (4 a Pergine e 1 a testa per Vigolana, S. Orsola, Baselga di Piné e Calceranica), 5 in Bassa Valsugana (1 a Borgo presso la Casa della Comunità e 1 a testa per Castelnuovo, Pieve Tesino e Roncegno), 2 in Primiero, entrambi a San Martino presso la Casa della Comunità, 2 in Val di Fassa (Soraga e San Giovanni di Fassa), 1 in val di Fiemme a Predazzo, 7 in Vallagarina (2 ad Ala presso la Casa della Comunità, 3 a Rovereto, 1 a Mori e 1 a Isera), 7 in Alto Garda (3 a testa per Arco e Riva e 1 a Nago) e 1 in Giudicarie, a Spiazzo.

Al bando hanno appunto risposto 10 medici, "divisi" per categorie: 2 dalla graduatoria provinciale (una dottoressa ha dato come unica opzione il Primiero, l'altro dottore ha "segnato" l'Alta Valsugana), 2 non in graduatoria per aver conseguito il diploma di formazione specifica successivamente alla data di scadenza della presentazione della domanda di inclusione nella graduatoria provinciale (una dottoressa ha richiesto Predazzo e l'altra Trento, Mezzolombardo o Riva), 2 non in graduatoria ma con il diploma di formazione specifica (le "x" sono state messe su Rovereto e su Mezzolombardo o Terre d'Adige) e infine 4 medici che hanno chiesto il trasferimento in Trentino da un'altra regione (due di loro si sono resi disponibili per una qualsiasi delle 54 zone, 1 per Riva o Arco e 1 per Trento, Pergine, Rovereto o Riva).

Come accennato è stata stilata anche una graduatoria che comprende 9 giovani medici (2 al primo anno, 3 al secondo e 4 al terzo) che stanno completando il proprio percorso di formazione e che quindi "entreranno" al lavoro senza riduzioni di pazienti nei prossimi mesi o anni. Dai dati si evince quindi che le zone carenti resteranno. E che anche le Case della Comunità rischieranno di rimanere scoperte. Il bando, infatti, si riferiva anche alle 12 Case della Comunità previste, senza dimenticare le 20 sedi di continuità assistenziale (ex guardia medica). Il calcolo teorico parla di 171 cosiddette "zone carenti", cifra ipotetica che comprende ovviamente anche tutti gli ambulatori di assistenza primaria.

A novembre, nel promuovere il bando, l'Azienda sanitaria aveva spiegato che «l'obiettivo è permettere a tutti i medici di medicina generale già titolari di un incarico di optare per il "ruolo unico" oppure di trasferire il proprio ambulatorio in un altro ambito territoriale.

Attualmente in Trentino operano 332 medici di base. Il fabbisogno effettivo di nuovi medici di famiglia a tempo indeterminato (cioè titolari) sarà definito in un secondo momento, al termine della fase preliminare del bando». Infine bisognerà tenere conto di un altro aspetto: nel corso dell'anno appena iniziato si stima che 19 medici di base andranno in pensione. Creando, quindi, ulteriori "buchi".

comments powered by Disqus