Trentino Trasporti, Lucia Coppola: meno corse, niente panettone ai dipendenti ma 10 dirigenti
La consigliera provinciale critica: “Non è il panettone in sé a mancare, ma un segno di riconoscenza e gratitudine verso lavoratrici e lavoratori che, con sacrificio quotidiano, garantiscono un servizio essenziale a migliaia di utenti, spesso in condizioni operative difficili. Con questa scelta viene meno anche il consueto contributo solidale all’associazione Admo”
TRENTO. “Nel dibattito di questi giorni sull’organigramma di Trentino Trasporti e sulla presenza di dieci dirigenti, emerge un quadro che appare sempre più stonato rispetto alla situazione reale del trasporto pubblico in Trentino”. A dirlo è la consigliera provinciale di opposizione Lucia Coppola.
“Stiamo parlando – scrive l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra – di un servizio pubblico che negli ultimi anni ha visto una riduzione delle corse effettuate direttamente da Trentino Trasporti, a fronte di un aumento di quelle affidate a soggetti privati. Una scelta che è stata più volte giustificata con la carenza di autisti, problema reale e strutturale, che continua però a ricadere sul servizio offerto ai cittadini e sul carico di lavoro del personale”.
”A questo contesto già complesso si aggiunge oggi un ulteriore paradosso, piccolo nei costi ma grande nel valore simbolico. Per la prima volta dalla nascita di Trentino Trasporti (e prima ancora di Atesina), quest’anno non verrà distribuito il tradizionale panettone natalizio ai dipendenti”.
E prosegue: “Non è il panettone in sé a mancare, ma un segno di riconoscenza e gratitudine verso lavoratrici e lavoratori che, con sacrificio quotidiano, garantiscono un servizio essenziale a migliaia di utenti, spesso in condizioni operative difficili.
Ma non solo. Con questa scelta viene meno anche il consueto contributo solidale all’associazione ADMO, che proprio grazie alla distribuzione dei panettoni riusciva ogni anno a sostenere concretamente le proprie attività. Un gesto di solidarietà che rappresentava un legame importante tra l’azienda, i dipendenti e il territorio”.
E conclude: “Si tratta di un segnale negativo, che alimenta la percezione di una lenta regressione della società, non solo in termini di qualità del servizio, ma anche sul piano umano e valoriale. Un segnale che stride con l’impegno e la dedizione dimostrati quotidianamente dal personale. Il trasporto pubblico non è fatto solo di numeri, organigrammi e bilanci, ma anche di persone, relazioni e rispetto per chi ogni giorno ne rende possibile il funzionamento”.