La sentenza

Stretta sugli affitti brevi per contenere l’overtourism: il Pd rilancia dopo la Consulta

La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi del governo contro la legge della Toscana. Esulta Zanella: «Avevamo ragione noi: torneremo presto ad affrontare la questione in Consiglio»

TRENTO. Contenere il fenomeno dell'overtourism agendo sulla leva degli affitti brevi si può. La conferma arriva dalla Corte Costutuzionale, che 'promuove' il testo unico della Toscana sul turismo. La Consulta ha rigettato il ricorso del Governo, dichiarando infondate le questioni di legittimità sollevate per violazione degli articoli 3, 41, 42 e 117 della Costituzione da parte della legge 61/2024, impugnata nove mesi fa.

Secondo la sentenza, in particolare, gli articoli 42-45 del testo unico sul turismo della Toscana, stabilendo che le strutture ricettive turistiche extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione devono essere gestite in forma imprenditoriale, determinano sì "un'ingerenza nelle libere scelte dei proprietari", che tuttavia è "giustificata" "in quanto volta a perseguire una funzione sociale in modo proporzionato, in particolare la finalità di limitare la proliferazione delle strutture ricettive extra-alberghiere e gli effetti negativi dell'overtourism".

Esprimono soddisfazione i dem del Trentino, che hanno presentato un ddl proprio per contenere gli affitti turistici brevi: «Molti in Commissione e in Aula sostennero che si stavano invadendo le competenze civilistiche dello Stato e che si limitava la libera iniziativa privata – spiega il consigliere provinciale Paolo Zanella -. Oggi la Consulta sancisce che non è così: avevamo ragione noi!».

«Le Regioni sono titolate quindi - come prevedevamo noi nel nostro ddl - a dare ai Comuni la potestà amministrativa di limitare gli affitti turistici brevi, – continua Zanella -attraverso autorizzazioni, limitazioni e divieti, ai fini, come prevede la legge toscana, di “garantire un’offerta sufficiente ed economicamente accessibile di alloggi destinati alla locazione a lungo termine».

«Si stabilisce quindi indirettamente la preminenza dell'utilità sociale dell'abitare rispetto all’interesse economico del turismo e si riconosce che sono i Comuni, attraverso il loro potere regolatorio, a poter garantire che questo sia riconosciuto, rimettendo al centro il diritto all'abitare, soprattutto nei Comuni ad alta tensione abitativa o pressione turistica. Esattamente quello che sostenevamo noi! Allora torneremo presto ad affrontare la questione in Consiglio».

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