Giustizia

Violenza sessuale, 28enne a processo: si era finto un amico di famiglia

Secondo alcuni amici la giovane aveva bevuto parecchio, ma il conducente del taxi, sentito a sommarie informazioni, non avrebbe avuto questa impressione: aveva detto che la ragazza si reggeva sulle sue gambe, che durante il tragitto i due erano vicini, che all'arrivo a destinazione lui era sceso per aprire la portiera di lei

TRENTO. Una serata in allegria e spensieratezza si è trasformata in un incubo per una ragazza, oggi 25enne, che ha raccontato di aver subìto violenza sessuale da un conoscente con cui era stata vista allontanarsi dalla discoteca.

Un'accusa pesantissima, che il giovane - assistito dall'avvocata Elena Gabrielli - respinge in maniera assoluta. La richiesta di patteggiamento non è stata accolta e ora si va a dibattimento: il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua ha rinviato a giudizio l'imputato, oggi 28enne.

L'episodio di cui si discuterà in aula è accaduto nell'ottobre del 2023. Dopo una serata trascorsa in un pub-discoteca di Trento, l'imputato e la vittima avevano preso un taxi per raggiungere la casa di lui. Secondo alcuni amici la giovane aveva bevuto parecchio, ma il conducente del taxi, sentito a sommarie informazioni, non avrebbe avuto questa impressione: aveva detto che la ragazza si reggeva sulle sue gambe, che durante il tragitto i due erano vicini, che all'arrivo a destinazione lui era sceso per aprire la portiera di lei.

La stessa ragazza non avrebbe mai detto di essere stata ubriaca; quando si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale per farsi visitare, alcuni giorni dopo la serata di festa, aveva raccontato di essere stata vittima di un rapporto non consensuale. Ha ripetuto alle forze dell'ordine che lei si era opposta ad avere qualsiasi tipo di intimità con il 28enne, insomma che quella notte aveva detto di no, ma era stata costretta a sottomettersi alla volontà di lui.

L'imputato, libero ma sottoposto a misura cautelare per reati inerenti alla droga, dovrà ora difendersi davanti al giudice. Per chiudere la vicenda della violenza si è detto disponibile a risarcire con 2mila euro la vittima per i danni morali e psicologici.

comments powered by Disqus