Frenata sull'inchiesta “Romeo”: sull’associazione a delinquere chiesta l’archiviazione per 9 indagati
Si ammorbidiscono, rispetto alle accuse iniziali, anche le posizioni di alcuni indagati trentini: l'ex parlamentare Vittorio Fravezzi e l'ex sindaca di Riva, Cristina Santi
INDAGINI Intrecci fra imprenditoria e politica in Trentino Alto Adige
TRENTO. Passo indietro della Procura di Trento sull'inchiesta Romeo che il 3 dicembre 2024 provocò un terremoto nel mondo economico e politico della Regione: otto arresti e oltre cento perquisizioni a 77 indagati tra i quali imprenditori, professionisti, funzionari pubblici.
Ora, a poco più di un anno di distanza, la magistratura frena sul reato di associazione per delinquere con aggravamento del metodo mafioso per i nove indagati, per i quali erano state richieste delle misure cautelari.
Questo quanto emerge dalla richiesta inviata dalla Procura al giudice Enrico Borrelli, in cui si chiede l'archiviazione per 35 ipotesi di reato. Resterebbero in piedi alcuni reati-fine contestati al commercialista sudtirolese Heinz Peter Hager, all'imprenditore trentino Paolo Signoretti, alla dirigente del Comune di Bolzano, Daniela Eisenstecken, e all'architetto Andrea Saccani.
Si ammorbidiscono, rispetto alle accuse iniziali, anche le posizioni di alcuni indagati trentini: l'ex parlamentare Vittorio Fravezzi e l'ex sindaca di Riva, Cristina Santi.
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