Autovelox, ecco l'elenco del Mit. Esclusi Grigno e Ponte Regio
Il Ministero ha concluso il censimento nazionale avviato dopo la pioggia di ricorsi legati ai rilevatori autorizzati ma non omologati: in Trentino ci sono nove postazioni. I Comuni e i corpi di polizia locale della provincia possono poi contare su uno stuolo di venticinque apparecchi mobili e utilizzabili dunque dalle pattuglie lungo le strade
TRENTO. Le notizie, per chi dopo aver ricevuto una multa aveva ricorsi pendenti o sperava di poterne proporre, non sono buone. Ma almeno, ora, su un tema dibattuto (divisivo, come si usa dire oggi) come quello degli autovelox, c'è chiarezza .Quasi tutte le strutture fisse presenti in provincia, sono valide: tre a Trento (uscita della galleria di Martignano in direzione di Gardolo e via Alto Adige nei due sensi di marcia), due a Pergine lungo la statale della Valsugana, due a Borgo, uno a Isera e uno a Marco. Sono le postazioni che sono state inserite dal Ministero dei trasporti nell'elenco dei dispositivi autorizzati al termine del censimento disposto dopo lo scoppio delle polemiche legate alla differenza tra apparecchi autorizzati e apparecchi omologati, che aveva portato a una pioggia di ricorsi e annullamenti di sanzioni.
Ora, chi riceverà multe basate su rilevazioni prodotte dai dispositivi presenti nell'elenco, difficilmente vedrà riconoscere le proprie ragioni in sede di ricorsi. Al momento, restano esclusi dall'elenco due apparecchi che gli automobilisti - soprattutto quelli che viaggiano spesso da e per la Valsugana - conoscono bene: l'apparecchio di Grigno e quello di Pergine, in direzione di Trento all'altezza dello svincolo di immissione per chi proviene da Ponte Regio, anche se il ministero stesso specifica che l'elenco non è definitivo e altri apparecchi potranno essere inseriti in un secondo momento.In tutto, al momento, in Italia sono stati "accreditati" oltre 3.600 apparecchi. In Trentino sono al momento 34.
Oltre ai nove rilevatori fissi di cui sopra, ci sono i rilevatori mobili, utilizzati dalle pattuglie delle forze dell'ordine in servizio: uno per la polizia locale Trento Monte Bondone, tre in dotazione al Comune di Rovereto. Due apparecchi a testa sono invece nelle disponibilità del corpo intercomunale di polizia locale dell'Alto Garda e Ledro, così come è il caso dei corpi della polizia locale di Mori-Brentonico, di Lavis, di Cles, della polizia locale della Rotaliana, della Valsugana e Tesino, dei Polins de Fascia, e del corpo di Ala-Avio. Due apparecchi anche per il Comune di Primiero San Martino di Castrozza. Uno, invece, per il corpo della polizia locale della Valle del Chiese, per il Comune di Cavalese e per il Comune di Predazzo.
Per ciascun apparecchio da censire con esito valido, i corpi di polizia locale o le amministrazioni comunali hanno dovuto indicare marca e modello dell'apparecchio, numero di matricola, estremi del titolo autorizzativo, versione del software e del firmware, tipologia del dispositivo (fisso, mobile, a installazione permanente o temporanea), eventuale presenza di box o strutture di protezione oltre che ubicazione nel caso di strutture fisse, con lo scopo di eliminare - o rendere inefficaci con chiarezza - i dispositivi non tracciati o installati senza criteri uniformi, in modo da un lato di garantire trasparenza agli utenti della strada, dall'altro di mettere al riparo le amministrazioni dall'incertezza legata a ricorsi e contestazioni.