Olimpiadi, una montagna di soldi spesi: altro che "basso impatto"
Il libro del giornalista Pietrobelli: "I famosi trampolini di Predazzo avrebbero dovuto costare 7,5 milioni ma adesso siamo a 52 milioni. E a Piné dove si spenderanno 50 milioni di euro ma la pista di pattinaggio non servirà per i Giochi"
TRENTO. «Una montagna di soldi». Quelli "caduti" sulle Olimpiadi Milano - Cortina del prossimo febbraio. Soldi, tanti, che, come spiega Giuseppe Pietrobelli, giornalista del Fatto Quotidiano e già inviato del Gazzettino, autore del libro presentato giovedì nella "Sala Donne" del Palazzo della Regione, fanno a pugni con le previsioni inserite nel progetto per la candidatura olimpica che doveva essere a bassi costi e basso impatto, sfruttando strutture preesistenti.
Ma cosa è successo? «C'è stato l'assalto alla dirigenza», sottolinea Pietrobelli, nel quale «le amministrazioni hanno sfruttato l'occasione per realizzare infrastrutture necessarie anche se saranno realizzate a Olimpiadi terminate». Al punto che, sottolinea ancora l'autore del libro, «alcune non sono ancora appaltate o addirittura sulla carta come la tangenziale di Longarone e quella di Cortina».
Pietrobelli spiattella poi un po' di numeri, di quelli che si sbagliano gli zero, da tanti sono. «Per organizzare le Olimpiadi si spenderanno 2 miliardi. Inizialmente si era detto che l'Italia non spenderà nulla. Il budget iniziale era di 1, 5 miliardi tutto con soldi privati, cioè sponsorizzazioni, diritti televisivi, biglietti, Cio... Ma ora siamo saliti a 2 miliardi di euro con la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha cominciato a sostenere spese per 330 milioni solo per il 2025. Ci sono quindi 500 milioni a carico dello Stato. C'è poi la spesa di 400 milioni per oneri per la sicurezza degli impianti a carico dei ministeri. Costi certificati dall'autorità anticorruzione».
Pietrobelli ricorda poi che «è stato dichiarato che l'impennata è colpa dei costi energetici e della materie primi saliti alle stelle per la guerra in Ucraina». Pietrobelli poi passa alle opere di collegamento e sportive. «Arriviamo a quasi 5 miliardi di euro cui tre miliardi e 9 spesi dallo Stato, 500 milioni arrivano dal piano delle opere olimpiche della Lombardia e poi dalle altre varie amministrazioni».
Poi, Pietrobelli sottolinea che «la Provincia di Trento investe 314 milioni, ma i costi sono cresciuti molto rispetto alle previsioni. I famosi trampolini di Predazzo avrebbero dovuto costare 7,5 milioni ma adesso siamo a 52 milioni. Per lo stadio del fondo la spesa prevista era 8,5 milioni ora saluta a 23 milioni. C'è poi il capitolo Piné dove si spenderanno 50 milioni di euro ma la pista di pattinaggio non servirà per Olimpiadi». Ma quale sarà il ritorno? «Le università Sapienza, Ca'Foscari e Bocconi prevedono un aumento del Pil di 4-5 milioni di euro, con alcune migliaia di posti di lavoro, che però sono posti temporanei». Sil