Orsi in Trentino, Paccher contro Mi Manda Rai 3: “Processo mediatico, segnalerò alla Vigilanza”
Il consigliere leghista contesta ricostruzioni parziali e poco spazio al confronto istituzionale: "Vogliono screditare il nostro territorio". Annunciato un esposto
TRENTO. “Trasmissione faziosa, costruita per screditare un territorio e chi lo rappresenta”. Parole del consigliere provinciale Roberto Paccher (Lega Trentino) dopo la puntata di Mi Manda Rai 3 dedicata alla gestione degli orsi in Trentino.
Secondo Paccher, il programma condotto da Federico Ruffo avrebbe trasformato il tema fauna in “un processo mediatico”, dando spazio a "testimonianze anonime e interlocutori mascherati e con voce modificata che hanno lanciato accuse pesanti, senza fornire prove e con il linguaggio e i toni che si usano per ben altri reati e in tutt’altri contesti — penso alla criminalità organizzata, non certo alla gestione della fauna alpina".
Il consigliere lamenta di essere stato fatto intervenire “per meno di un minuto”, sottolineando di aver ricordato come la giunta Fugatti abbia ereditato un progetto di ripopolamento “che non doveva arrivare a quelle dimensioni” e “non lo ha voluto”. Criticata anche la scelta di mostrare “orsi in cattività con musiche tristi, come vittime indifese”, mentre “si parla di predatori che hanno creato danni, paura e anche una vittima”.
Paccher evidenzia che “quest’anno la Provincia ha stanziato 4,3 milioni di euro per cassonetti anti-orso e una campagna informativa” e ribadisce che “la tutela della vita umana viene prima di tutto: gli orsi problematici vanno abbattuti”.
Per il consigliere si tratta di un uso scorretto del servizio pubblico: "Come trentino e come rappresentante delle istituzioni, non ritengo giusto che il servizio pubblico, finanziato con risorse dei cittadini, venga utilizzato per confezionare servizi infamanti e parziali". Paccher annuncia che chiederà l’intervento della Commissione di Vigilanza Rai “affinché valuti la correttezza di quanto andato in onda e metta fine a un uso distorto del mezzo pubblico. Il Trentino e i trentini non meritano questo trattamento.”