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TRENTO. Ottocentocinquantuno milioni di euro in un solo anno, quello scorso. Con una crescita del 5% rispetto agli 809 del 2023. Non stiamo parlando del maxi fatturato di una mega azienda che non conosce crisi, ma dei soldi spesi dai trentini nel gioco d'azzardo.
Una cifra mostruosa, che è la somma tra i 397,7 milioni di euro spesi nel cosiddetto "gioco fisico" (cioè in esercizi commerciali come bar, tabacchi e sale bingo) e altri 453,3 in quello "telematico". Rispetto agli 851 milioni giocati, il totale delle vincite è stato di 814 milioni, con una perdita netta - per le persone che giocano - di 37 milioni di euro.
Ancora, tenendo in considerazione i circa 420 mila trentini maggiorenni (in linea teorica il gioco d'azzardo è vietato ai minorenni) la spesa pro capite media è di 2.000 euro all'anno. Insomma, mediamente una mensilità di stipendio se ne va tra gratta e vinci, bingo, scommesse sportive o poker online.
I numeri sono quelli ufficiali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e del tema si è discusso nei giorni scorsi in una seduta della Sesta Commissione (Finanze) della Camera grazie a un'interrogazione del deputato del Partito Democratico Virginio Merola.
A livello nazionale nel 2024 sono stati raccolti con il gioco 157 miliardi di euro, divisi tra 92,1 miliardi online, in fortissima crescita, e 65,3 miliardi nel fisico, sostanzialmente stabile, con un incremento di 9,7 miliardi, pari al 6,6 rispetto al 2023.
Insomma, crisi o non crisi, inflazione, carrello della spesa, boom dei prezzi, benzina in aumento, non vanno a intaccare un settore che - purtroppo, visto che a braccetto con l'azzardo vanno costi sanitari, economici e sociali, oltre a patologie e dipendenze - continua ad andare a gonfie vele.
E, guardando solo al mero aspetto economico, le entrate erariali legate alla diffusione del gioco d'azzardo non vanno di pari passo con la diffusione del gioco: gli studi, infatti, dicono che nel 2018 lo stato italiano incamerava 10,2 miliardi di euro dal settore azzardo a fronte di 106 miliardi di raccolta; sei anni dopo (2024) la raccolta aumenta di circa il 50% (157 miliardi, come detto), mentre nelle casse dell'erario entrano solo 1,3 miliardi di euro in più.
Tornando ai dati che riguardano il Trentino, nell'indagine vengono prese in considerazione tutte le principali tipologie di gioco, divise tra "fisiche" e "telematiche" , e per ognuna vengono ufficializzate le cifre spese e le spese vinte.
Le tipologie sono: AWP (Amusement With Prizes, anche dette New Slot, ovvero gli apparecchi elettronici che erogano vincite in denaro), Betting Exchange, Big, Bingo, Comma 7, Concorsi Pronostici Sportivi, Eurojackpot, Giochi di Abilità, Ippica Internazionale, Ippica Nazionale, Lotterie Istantanee, Lotterie Istantanee Telematiche, Lotterie Telematiche Tradizionali, Lotterie Tradizionali, Lotto, PlaySix, PlayYourDate, Scommesse Ippiche In Agenzia, Scommesse Sportive a Quota Fissa, Scommesse Virtuali, Superenalotto, V7, VLT (Videolottery) e Winforlife.
In provincia la parte del leone, con una spesa di 348 milioni di euro nel 2024, la fanno i cosiddetti "giochi di abilità" telematici, quindi online. A seguire ecco 140 milioni spesi in videolottery e 82 in scommesse sportive.
Nel più classico Lotto i trentini hanno speso poco meno di 50 milioni (con vincite per 34 milioni), mentre nel Superenalotto sono andati 10 milioni (con vincite per 94 milioni).
Facendo il confronto con il 2023, i giochi d'azzardo nei bar o nelle sale bingo sono rimasti sostanzialmente stabili (397,7 milioni l'anno scorso e 401 due anni fa), ma l'online è cresciuto parecchio, passando da 408 milioni a oltre 453. Percentualmente si tratta di un incremento a doppia cifra, ovvero +11%.
All'interno di questa crescita, ci sono oltre 10 milioni in più per le scommesse sportive e oltre 30 nei giochi di abilità. In forte calo, invece, le "new slot": nel 2023 i trentini hanno speso 79 milioni, nel 2024 65. Infine ecco il confronto con l'Alto Adige.
A nord di Salorno la spesa totale è stata maggiore, superando il miliardo di euro. Per la precisione gli altoatesini hanno speso nel 2024 in totale 1 miliardo e 3 milioni di euro, in crescita rispetto ai 917 milioni di euro del 2023.


