TRENTO - Nuovo appello per le adesioni alla Global March to Gaza, mobilitazione internazionale e pacifica nata nella primavera del 2025 con l'obiettivo di chiedere la fine dell'assedio imposto alla Striscia di Gaza dall'esercito israeliano e di facilitare l'ingresso degli aiuti umanitari attraverso il valico di Rafah, al confine tra Egitto e Gaza

«Anche in Trentino, come in tante altre parti d'Italia e del mondo, la Global March to Gaza ha raccolto subito molto interesse. Già cinque persone, fra cui Marco Baino e Alberto Tamanini, attivisti da sempre attivi nel mondo pacifista, sono pronti a partire per arrivare il 15 Giugno a Gaza. Altri attivisti, come il sottoscritto, lavoreranno da qui per comunicare, con chi si dirigerà verso Gaza, per portare pacificamente umanità nel luogo in cui sta avvenendo un genocidio», scrive Jacopo Zannini responsabile locale della comunicazione sull'iniziativa per quanto riguarda la nostra provincia.

«La Global March su Gaza - prosegue -  è stata ideata da persone che da tutta la vita lavorano, come cooperanti e attiviste nel campo dei diritti umani, con il popolo palestinese e con le popolazioni sotto assedio. All’interno ci sono  reporter, medici, infermieri, cooperanti, persone che hanno lavorato nella guerra. Ci sono anche rappresentanti della Freedom Flotilla Coalition, che hanno lanciato insieme a tanti altrə una dichiarazione congiunta per una marcia via terra, via aria e via mare che rompa l’assedio su Gaza».

Il movimento si struttura mediante delegazioni locali e una comunicazione basata molto sui social, per prepararsi a raggiungere pacificamente il valico di Rafah.

Un'azione civile, popolare e diplomatica, in risposta all'immobilismo dei governi e delle istituzioni transnazionali, per consentire l'ingresso di aiuti umanitari, cibo e assistenza medica alla popolazione di Gaza, compresi moltissimi bambini, che oltre alle bombe mortali deve affrontare la morsa della fame.

Il movimento ha diffuso una lettera aperta indirizzata alle ambasciate di Egitto e Israele, in cui si chiede di ascoltare la voce dei popoli e di permettere il passaggio degli aiuti umanitari, sottolineando la volontà di agire in modo pacifico ma determinato: «Marciamo per la vita. Marciamo per la dignità. Marceremo fino al terminal di Rafah, con un solo obiettivo: aprire la frontiera, far entrare gli aiuti umanitari ed esigere la fine dell’assedio. [...] Non porteremo armi: porteremo le nostre voci. Ma siate certi che non ci fermeremo», scrivono i promotori.

La marcia, secondo le previsioni, partirà il 15 giugno 2025 dal confine egiziano per arrivare fino al valico di Rafah e naturalmente le adesioni sono aperte.