Fauna / La protesta

Grandi Carnivori, il «Vaffa» di 800 manifestanti contro le scelte della Provincia: «Vogliamo gli orsi liberi»

L'attivista di Stop Casteller: «Il primo partito d’Italia sembra essere Coldiretti, con i cacciatori e i loro interessi. Non sono tutti come il Trentino, un enorme mer**oso villaggio turistico. Le montagne non sono giardini ma casa, è giusto lo siano per gli esseri umani che le sanno abitare»

TRENTO. Le associazioni animaliste sono scese in piazza a Trento nel pomeriggio di oggi, 10 febbraio, contro la Provincia e la gestione della stessa nei confronti dei grandi carnivori, in particolare dopo l'uccisione dell'orso M90 ritenuto troppo confidente e pericoloso.

La manifestazione animalista, organizzata dalla campagna «Stop Casteller», è cominciata in piazza Dante. 800, secondo le stime la Questura di Trento, le persone che hanno preso parte alla manifestazione animalista, i manifestanti che protestano contro le politiche della giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti (Lega), in particolar modo dopo l'uccisione dell'orso M90. Il corteo attraversa piazza Venezia, passando di fronte al Commissariato del Governo per arrivare in piazza Duomo.

Il «Vaffa» di 800 animalisti a Lega e Fugatti: «Il Trentino? Un enorme mer**oso villaggio turistico»

Le associazioni animaliste sono scese in piazza a Trento nel pomeriggio di oggi, 10 febbraio, contro la Provincia e la gestione della stessa nei confronti dei grandi carnivori, in particolare dopo l'uccisione dell'orso M90. L'attivista di StopCasteller: «Purtroppo in Trentino l'opposizione è fioca su questi temi, il primo partito d'Italia non è Fratelli d'Italia ma Coldiretti, i cacciatori e i loro interessi, non quelli di tutti. Vi ricordiamo l'appuntamento di lunedì 4 marzo in cui circonderemo questo palazzo per far sentire la nostra rabbia. Non sono tutti come il Trentino, un enorme mer**oso villaggio turistico. Le montagne non sono giardini ma casa per tantissime specie ed è giusto che lo siano anche per gli esseri umani che sanno abitare i boschi e le valli. Per questo oggi diciamo un sonoro vaff****lo alla Lega e a Fugatti» (Riprese: Daniele Panato e Matteo Lunelli)

L'attivista di Stop Casteller: «Purtroppo in Trentino l'opposizione è fioca su questi temi, il primo partito d'Italia non è Fratelli d'Italia ma Coldiretti, i cacciatori e i loro interessi, non quelli di tutti. Vi ricordiamo l'appuntamento di lunedì 4 marzo in cui circonderemo questo palazzo per far sentire la nostra rabbia. Non sono tutti come il Trentino, un enorme mer**oso villaggio turistico. Le montagne non sono giardini ma casa per tantissime specie ed è giusto che lo siano anche per gli esseri umani che sanno abitare i boschi e le valli. Per questo oggi diciamo un sonoro vaff****lo alla Lega e a Fugatti».

Hanno dato il loro supporto Lav, Lac, Lndc animal protection, Leal, Enpa, AnimaLiberAction, Ribellione animale e Bearsanothers.

«Siamo qui per dire che c'è un Trentino, c'è un'Italia diversa che hanno tutta l'intenzione di opporsi a quello che sta succedendo - ha detto Francesca Manzini, portavoce della campagna Stop Casteller - il prossimo appuntamento sarà il 4 marzo (come detto sopra, ndr), davanti alla Provincia autonoma, nel momento in cui ci sarà la discussione in Consiglio provinciale per l'approvazione della legge ammazza-orsi che, lo ricordiamo, prevede di uccidere quattro orsi cuccioli e quattro orsi adulti ogni anno».

Il riferimento è al ddl Failoni (numero 11), che prevede che venga fissato un contingente di orsi pericolosi o problematici sopprimibili annualmente; contingente che, per il 2024 e per il 2025, è stato fissato a otto orsi. I manifestanti, conclude Manzini, chiedono «una gestione molto più trasparente, una gestione che riconosca il diritto alle specie diverse dalla nostra di esistere. Quando si parla di convivenza, la parola convivenza contiene la parola vita. Se una delle due parti, in questo caso gli orsi, è obbligata a sacrificare la propria vita perché questa convivenza abbia corpo, non si parla più di convivenza».

comments powered by Disqus