Sanità / Il nodo

Emergenza medici di famiglia sulla collina di Trento: crisi dall'Argentario a Povo e Meano

Dopo un bando disertato e in vista del prossimo pensionamento, si procede con l'assegnazione provvisoria di professionisti che hanno ambulatori giù in città e sono disposti ad aumentare temporaneamente il numero di assistiti. A marzo il nuovo bando dell'Apss per le zone carenti, ma per una situazione stabile si arriverà all'estate, se tutto filerà liscio

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di Patrizia Todesco

TRENTO. Delle quattro zone carenti della città di Trento per le quali era stato pubblicato a inizio novembre un bando straordinario ne è stata coperta solamente una, quella di Trento Centro: a fine dicembre era andata in pensione la dottoressa Gloria Crespi che aveva il suo ambulatorio principale in passaggio Zippel e un secondo a Martignano.

Ora, a fine gennaio, in pensione andrà un altro medico, Maurizio Burri, con ambulatorio principale a San Donà e un secondo ambulatorio in via Lunelli, a Trento Nord. In questo caso l'appello dell'Azienda sanitaria è caduto nel vuoto.

Nessun medico ha dato la disponibilità per la zona dell'Argentario, e non sono state assegnate le zone carenti di Povo e Meano. «Abbiamo assegnato alcuni incarichi provvisori e, vista la scarsa risposta avuta con il bando urgente, abbiamo chiesto ai medici di medicina generale della città di alzare il loro massimale a 1.800. Abbiamo avuto una buona risposta e in questo modo i 1.150 pazienti del dottor Burri avranno il loro medico di medicina generale. Non lo avranno vicino a casa, ma potranno sceglierlo in città. In ogni caso dei pazienti di questo medico solo un terzo era residente nella zona dell'Argentario, gli altri erano sparsi in città», spiega la dottoressa Chiara Francesca Marangon, direttrice del Distretto Nord.

Proprio nei giorni scorsi l'Apss ha pubblicato la determina con la quale dieci medici di medicina generale della città hanno dato il loro consenso ad aumentare il loro massimale da 1.500 a 1.800 pazienti mettendo a disposizione dei residenti 3.000 nuovi posti su Trento. Si tratta di Giancornelio Pinamonti, Laura Pielli, Consilia Grassi, Maria Gabriella Cescatti, Paola Corazza, Amir Djalveh, Elpidio Falace, Gasparrino Gasparrini, Mauro Latina e Danilo Segata. Altri due medici, Bilal Mohtadi e Gabriella Giovanazzi, hanno invece aumentato di 100 unità il massimale.

«Sarà un aumento provvisorio - precisa la direttrice - considerato che a marzo pubblicheremo il nuovo bando delle zone carenti e in quell'occasione speriamo di avere una maggiore risposta. Per il momento l'obiettivo era garantire un medico di medicina generale a tutti, anche se non sotto casa, e questo è stato garantito. Ora siamo al lavoro per calcolare il numero di medici mancanti».

Coloro che per il pensionamento di vari medici sulla collina, da Cognola a Martignano, ma anche Povo e San Donà, sono stati costretti a scegliere un medico che non ha un ambulatorio in zona, dovranno attendere qualche mese prima di poter eventualmente cambiare.

I tempi tecnici per la pubblicazione del bando delle zone carenti e l'eventuale assegnazione della zona prevedono che la procura non si concluderà prima della fine della primavera. A quel punto il medico avrà 90 giorni per aprire il suo ambulatorio. Quindi, per le zone carenti, non si parlerà di nuovi medici almeno fino a quest'estate. Al momento negli uffici dell'Apss non hanno notizie di altri imminenti pensionamenti anche se il preavviso, per questi professionisti, è minimo. «La comunicazione deve avvenire due mesi prima - spiegano al distretto - A 70 anni di età il medico decade automaticamente dall'incarico ma può chiedere di rimanere per altri due anni. Nel nostro distretto è già successo in due casi».

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