Famiglie / Provincia

Sostegno ai giovani e alla natalità, le novità della “dote finanziaria”: chi può prenderla e tutte le cifre

I genitori o uno di essi saranno tenuti, in sede di domanda della Dote finanziaria, ad avviare una forma pensionistica complementare a favore del figlio nato o adottato, prima della presentazione della domanda di contributo, con un versamento minimo di euro 200

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TRENTO. Nei giorni scorsi la Giunta provinciale di Trento ha approvato alcune modifiche all’impianto della Dote finanziaria, la  misura diretta a sostenere l’indipendenza dei giovani e la genitorialità, che ha preso avvio nell’estate 2022 ed è divenuta ora strutturale. Tra i requisiti che cambiano: il nucleo anagrafico deve essersi costituito non prima dell’1 gennaio 2023 ed è stato introdotto l’obbligo di attivare una forma pensionistica complementare a favore del figlio con un versamento di 200 euro da parte di entrambi o di un genitore.
 

La Dote finanziaria prevede la concessione di contributi volti all’estinzione totale o parziale di prestiti bancari contratti con le banche convenzionate. L’importo del prestito è fissato in minimo euro 15.000 e massimo euro 30.000 per la durata di 5 anni. Il contributo è concesso in misura pari a 15.000 se entro la durata del prestito nasce un figlio. Se entro la medesima scadenza del prestito nasce un secondo figlio, l’ente provinciale eroga un ulteriore contributo a saldo del capitale residuo del prestito.
 

Possono accedere al contributo i nuclei con i seguenti requisiti: residenza continuativa da almeno due anni in Provincia di Trento, da parte di uno o entrambi i componenti il nucleo familiare e avere un ICEF non superiore a 0,40. Inoltre, per ottenere il beneficio è richiesta la costituzione di un nucleo familiare anagrafico da parte dei richiedenti non anteriore alla data dell’1 gennaio 2023; età anagrafica di almeno un genitore inferiore a 40 anni.
 

“La novità di maggior rilievo sta nella decisione di introdurre un requisito aggiuntivo a quelli già previsti, che riguarda l’attivazione di una forma pensionistica complementare per il figlio, al fine di tutelarlo e offrirgli maggiori garanzie per il futuro, oltre a far crescere nei giovani la cultura dell’importanza della previdenza complementare”- commenta l’assessora Gerosa –. “Entrambi i genitori o uno di essi saranno tenuti, in sede di domanda della Dote finanziaria, ad avviare una forma pensionistica complementare (fondi pensione aperti e PIP – Piani individuali pensionistici) a favore del figlio nato o adottato, prima della presentazione della domanda di contributo, con un versamento minimo di euro 200”.
 

Altro aspetto di rilievo sta nel fatto che la coppia deve aver stipulato il prestito cointestato con le banche convenzionate. Il contributo provinciale andrà richiesto entro due mesi dalla nascita o adozione del figlio. Si precisa che saranno presi in considerazione, ai fini dell’ottenimento del contributo, solo i prestiti bancari specifici stipulati ad hoc per la Dote finanziaria con le banche convenzionate.

“Mi impegnerò nei prossimi mesi ad attivare un percorso per allargare il numero di banche convenzionate in modo da andare ancora più incontro alle esigenze dei nuclei familiari “ conclude l’assessora Gerosa.

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