Ambiente / Salute

Ripetitori ed onde elettromagnetiche, la protesta in via delle Foibe: "Guardate che valori!"

Il video di un cittadino che misura l’inquinamento nell’aria spopola sul web. E adesso diventa una polemica politica, con Fratelli d’Italia e Verdi che chiedono spiegazioni a Comune e Provincia

TRENTO. E’ ormai diventato “virale” e gira da utente a utente, il video girato da un residente di via delle Foibe, laterale di via Maccani, a Trento. Un cittadino che convive con un ripetitore, che si trova a pochi metri dai condomini. E che ha voluto “misurare” il campo elettromagnetico da casa sua.

Onde elettromagnetiche fuori controllo: la video-denuncia di un residente di via Maccani che vive vicino al ripetitore 5G

E’ ormai diventato “virale” e gira da utente a utente, il video girato da un residente di via delle Foibe, laterale di via Maccani, a Trento. Un cittadino che convive con un ripetitore, che si trova a pochi metri dai condomini. E che ha voluto “misurare” il campo elettromagnetico da casa sua.

Un video che ha scatenato una polemica, anche politica.

I primi ad insorgere sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia. Che in un comunicato affermano: «È divenuto virale in queste ore sul sistema di messaggistica istantanea Whatsapp, un video registrato da un cittadino dal balcone della propria abitazione, nei pressi della rotatoria di via Maccani a Trento. In tale video, mediante uno strumento di rilevazione dei campi elettromagnetici, viene chiaramente evidenziato il superamento della soglia di sicurezza delle emissioni della prospiciente torre telefonica, posta in prossimità del cavalcavia di via del Caduti di Nassiriya e a poche decine di metri dal balcone dell’abitazione da dove è stato registrato il filmato. Non intendiamo addentrarci nel campo medico - scientifico per collegare alle emissioni elettromagnetiche delle celle telefoniche 5G in questione i fenomeni di epistassi menzionati nel filmato, ma riteniamo comunque lo stesso filmato degno della massima attenzione. Viviamo nell’era della digitalizzazione, quindi la sicurezza dei cittadini va garantita in ogni caso mantenendo le emissioni elettromagnetiche entro i limiti di legge, soprattutto in considerazione della quantità di campi elettromagnetici a cui ogni individuo è giornalmente sottoposto. Sollecitiamo dunque Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale ad approfondire la questione evidenziata dal filmato divenuto in poche ore virale, chiedendo con urgenza all’organismo Provinciale competente una verifica delle emissioni elettromagnetiche di tutte le celle telefoniche attualmente presenti sul territorio comunale di Trento» è la presa di posizione.

Oggi sul caso è arrivata anche una interrogazione in Provincia, della consigliera dei Verdi Lucia Coppola. «Diversi cittadini residenti a Trento, nella zona circostante la rotonda di via Maccani, hanno espresso, in più occasioni, anche sui social, la loro preoccupazione a proposito dei livelli di emissioni elettromagnetiche probabilmente riconducibili – in tutto o in parte – al traliccio posto proprio nella rotonda» dice Coppola.

«Di inquinamento elettromagnetico si è discusso molto negli anni ’80 del secolo scorso, quando i livelli di emissione ammessi erano molto inferiori agli attuali. E’ stato il governo Berlusconi, nel 2003, ad elevare di molto i livelli di emissioni ammessi, sotto la spinta ovviamente sia dell’industria dei cellulari sia delle società di telecomunicazione.

Si discusse poi dell’opportunità di sostituire i grandi tralicci (con impianti molto potenti) con una rete di trasmettitori a potenze inferiori, distribuiti capillarmente sul territorio. In molti comuni italiani sia è seguita questa strada, sicuramente riducendo il livello di emissione.

L’inquinamento elettromagnetico – ci spiega la consigliera – è causato dalle radiazioni emesse da diverse fonti artificiali, come antenne, cellulari, elettrodomestici, ecc. Le conseguenze di questo fenomeno sulla salute umana sono ancora oggetto di dibattito, ma alcuni studi hanno evidenziato possibili effetti a breve e lungo termine. Tra questi, ci sono disturbi del sonno, spossatezza, ansia, mal di testa, depressione, danni alla ghiandola pineale, crampi notturni, dolori muscolari, diminuzione delle difese immunitarie, tumori, infertilità e malattie neurodegenerative. Inoltre, le radiazioni elettromagnetiche possono causare un surriscaldamento dei tessuti e delle contrazioni muscolari involontarie.

Nella zona di via Maccani, prossima al traliccio in questione, si trova un asilo, una scuola materna ed una scuola elementare. I bambini, ovviamente, sono maggiormente esposti al pericolo delle emissioni elettromagnetiche.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia di Trento per sapere se non ritenga opportuno sollecitare l’APPA ad effettuare monitoraggi più puntuali delle emissioni elettromagnetiche, diffondendo i dati raccolti» conclude Lucia Coppola.

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