Elezioni / L'analisi

Radiografia dopo il voto, in Trentino si riapre la partita delle provinciali 2023

Il centrodestra vince, ma sorride solo Fratelli d'Italia. Qualche turbolenza per la giunta leghista di Maurizio Fugatti e un'idea di risveglio del centrosinistra. Tra un anno si vota e l'esito si annuncia meno scontato di quanto si potesse pensare fino a domenica sera

di Paolo Micheletto

TRENTO. Nel giorno del voto che ha consegnato l'Italia al governo di Giorgia Meloni e al suo centrodestra, si è riaperta la corsa alle elezioni provinciali: con qualche turbolenza per la giunta di Maurizio Fugatti e un'idea di risveglio del centrosinistra.

Sembra un paradosso ma non lo è: il centrodestra trionfa ma sorride solo Fratelli d'Italia. La Lega crolla in Trentino e perde la sfida del collegio del Senato di Trento. Non è poco. Tra un anno si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale e l'esito si annuncia meno scontato di quanto si potesse pensare fino a domenica sera.

Perché se il Trentino - come è successo - si è affidato a Fratelli d'Italia, l'ha fatto (anche) a danno della Lega. E perché qui il centrosinistra ha qualcosa da dire, qualcosa in più, rispetto ad un Pd che deve ritrovare un'identità.

Per tutti, vincitori e vinti, si apre una nuova fase nei rapporti con il governo centrale: servirà una delegazione parlamentare forte e attenta. Perché di autonomia si parlerà parecchio nei prossimi mesi: Matteo Salvini può fermare la ribellione che cova all'interno del suo partito solo dando sostanza alla richiesta di un maggiore autogoverno. Le regioni del Nord vogliono l'autonomia.

E il Trentino potrà difendersi solo se farà valere il suo "essere speciale" rispetto agli altri, sia nell'amministrazione - nella risposta alle tensioni sociali legate all'aumento delle bollette - che nelle soluzioni politiche e nelle alleanze.

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