L’emergenza / Acqua

I pozzi per l'irrigazione sono in sofferenza pure nel fondovalle, Barbacovi: “In ansia per la siccità”

Il presidente di Coldiretti del Trentino è preoccupato: “Anche noi, non solo Zaia, siamo in allarme. Ha fatto un inverno caratterizzato da pochissime precipitazioni. I bacini anche in quota non sono pieni e quindi il rischio è che manchi acqua anche più avanti”

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di Franco Gottardi

TRENTO. Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti del Trentino, è preoccupato per l'allerta siccità. Conferma che il problema potrebbe colpire pesantemente l'agricoltura trentina e indica per il futuro la necessità di aumentare gli investimenti in tecnologia e conoscenza per razionalizzare una risorsa preziosa e troppe volte scarsa come l'acqua.

Presidente Barbacovi, il governatore Zaia ha chiesto lo stato di emergenza a tutela dell'agricoltura veneta. E quella trentina come sta vivendo questa situazione di carenza idrica?

Anche noi siamo in allarme. Ha fatto un inverno caratterizzato da pochissime precipitazioni. Ho visto un documento che spiega come da ottobre a oggi sono caduti 200 mm in meno rispetto alla media. I bacini anche in quota non sono pieni e quindi il rischio è che manchi acqua anche più avanti. Perdipiù non ci sono state grosse precipitazioni nevose e non abbiamo un grosso "magazzino" su cui contare. La preoccupazione è molto alta.

Dappertutto?

Parlavo l'altro giorno con alcuni agricoltori della zona di Trento, che solitamente non soffre queste situazioni di carenza, e mi dicevano che qualche pozzo inizia a risentirne. Non sono ancora asciutti ma se non arrivano precipitazioni anche il fondovalle rischia di restare senza acqua. Detto questo possiamo immaginare come sono messe le valli, che tradizionalmente soffrono di più. La preoccupazione è molto alta.

Il fabbisogno dell'agricoltura quando raggiunge l'apice?

La stagione delle irrigazioni è già cominciata. Quando le piante vanno in fioritura, come in questo momento, è il maggior periodo di stress e se non c'è pioggia bisogna già irrigare, come effettivamente stiamo facendo. Nelle vigne è iniziata da poco ma anche lì se non dovesse piovere bisognerà irrigare. Se poi facesse un maggio piovoso l'emergenza rientrerebbe subito, ma adesso la preoccupazione è alta perché principalmente manca neve e dunque potenzialmente acqua per l'estate.

Sono situazioni che si ripetono, cosa si può fare in futuro per evitarle?

Dovremo mettere in campo sempre più azioni e progetti per immagazzinare l'acqua dove manca. Penso a bacini idrici su tutto il territorio a basso impatto ambientale ma anche un uso più intenso della tecnologia.

In che modo?

Tecnologie che riducano il consumo di acqua. In Trentino già oggi il 95% dell'irrigazione è a goccia e questo riduce notevolmente i consumi, ma adesso abbiamo anche sensoristica e satelliti che ci aiutano a decidere qual è il momento ideale per irrigare nelle singole zone. E in più l'intelligenza artificiale può dare una ulteriore mano. La ricerca e gli enti preposti dovranno lavorare molto su queste cose.

Quali sono gli enti preposti a cui vi rivolgete in particolare?

Sicuramente la Fem per quanto riguarda i fabbisogni delle piante e poi anche Fbk più nello specifico sulle tecnologie

Sono ricerche già in atto o è tutto da costruire?

Si sta già facendo. Ci sono progetti in corso, start up che stanno già lavorando, dei Consorzi di miglioramento fondiario e il Consorzio trentino di bonifica che stanno operando. Bisognerà sempre più investire, anche a livello economico per quanto riguarda la parte pubblica.

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