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TRENTO. «Oggi ne siamo usciti, lunedì vedremo come va. Credo sia il momento più difficile, da inizio pandemia. Ma non possiamo essere pessimisti, la scuola non può permetterselo».
Andrea Buzzelli è il dirigente dell'istituto comprensivo Trento 7.
Ieri ha contato il 30% di studenti assenti, qualcosa come 400 a casa, tra contagiati e le quarantene.
«E mancano decine, tra docenti e personale Ata». È così ovunque.
La scuola trentina ieri ha aperto sì, ma lo ha fatto nell'incertezza: assenze del personale, assenze degli studenti, quarantene, nuove regole sui trasporti. Non c'è un fronte che non desti ansia.
Intanto, l'assessore provinciale all'istruzione, Mirko Bisesti, è durissimo nel giudizio sul decreto legge che ha riesumato la Didattica a distanza (Dad) a fronte di un certo numero di contagi in classe (che varia per fasce d'età dalle scuole dell'infanzia alle superiori).
L'esponente leghista, in particolare, è contrario al fatto che - per le superiori - nel caso di due positivi sia previsto che i vaccinati possano restare in classe e i non vaccinati debbano invece andare in Dad: «Non possiamo accettare una simile distinzione - spiega Bisesti - Il presidente Fugatti sta lavorando ad un'ordinanza apposita».
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