Covid / Gli aiuti

Ristori alle imprese, la Provincia si aspetta di ricevere 20mila richieste

Il plafond è di 118 milioni di euro, ma la giunta è pronta ad aumentare le risorse se fosse necessario. Burocrazia ridotta e controlli successivi a campione 

MANOVRA Mezzo miliardo di euro per sostenere lavoratori e imprese
I DATI Trentino, aumentano i disoccupati: con la crisi Covid si sale al 5,4%

di Chiara Zomer

TRENTOVentimila domande. Tante si aspetta di riceverne la Provincia, che da mercoledì farà partire la fase di richiesta indennizzi sulla piattaforma predisposta allo scopo. Un conto a spanne che si scosterà di poco, alla fine, dal conto definitivo: ormai, dopo un anno e mezzo di pandemia, gli uffici provinciali hanno una fotografia piuttosto precisa di quanto morda la crisi economica sul tessuto produttivo.

Ci si attende una mole importante di richieste, tanto che non è escluso si debba mettere mano al pur cospicuo plafond di 118 milioni previsti dalla manovra votata qualche settimana fa in consiglio provinciale. Dovesse accadere, piazza Dante aprirà i cordoni della borsa anche oltre i limiti che si è data. A chiarirlo è stata la stessa giunta provinciale, venerdì 21 maggio, davanti alla seconda commissione, quando ha illustrato i termini della delibera che andrà in approvazione nelle prossime ore, dedicata ai tempi e ai criteri per l'accesso ai ristori. I tempi stringono: da mercoledì alle ore 15 (e fino al 31 agosto prossimo) gli imprenditori potranno presentare le richieste, ma non sarà un click day, non avrà risposta il primo che arriva. Tutti coloro che faranno domanda e rispondono ai requisiti, potranno ottenere i benefici.

Le cifre sono quelle anticipate da L'Adige. Per quel che riguarda i contributi forfettari si parla di 2 mila euro per le start up (ma Luca Guglielmi ha chiesto di alzare a 4 mila) , 4 mila euro per aziende fino a 2 addetti, 6 mila euro per aziende fino a 50 addetti. Chi invece chiederà la copertura parziale delle spese fisse, lo potrà fare entro un tetto di 40 mila euro (che diventano 60 mila per chi ha due unità operative e 80 mila per chi ne ha almeno tre).Hanno diritto di chiedere gli aiuti le aziende che hanno perso dal 30% del fatturato in su, nel periodo dal 1 novembre 2020 al 30 aprile 2021 e su questo l'assessore Achille Spinelli ha preso posizione su un punto che può diventare facilmente tema di dibattito. In commissione ha ammesso la possibilità di rimostranze, da parte di chi ha avuto cali di poco inferiori al minimo: «È però necessario - ha spiegato - tracciare una linea e abbiamo ritenuto di averla posizionata in modo ragionevole».

Ma come si dimostrerà il calo di fatturato? L'obiettivo è quello di garantire all'economia trentina un accesso veloce e semplificato ai fondi, quindi si è scelta una modalità con meno burocrazia possibile. Basterà un'autocertificazione (ma validata da commercialisti o Caaf), e solo in eventuali controlli successivi a campione si potranno chiedere i bilanci. 

Fin qui le richieste di contributi sulle cifre messe a disposizione direttamente dal bilancio provinciale. Altra cosa sono quelli statali, a partire dal fondo montagna. La giunta provinciale ieri mattina ha chiarito che le attività che potranno accedere al fondo montagna faranno prima domanda di ristoro provinciale, ma potranno ricevere una quota aggiuntiva di questo contributo, secondo criteri che verranno però definiti in seguito. D'altronde i soldi disponibili subito sono quelli provinciali, ed è su quelli che ci si muove subito. Chi potrà approfittare anche del fondo montagna lo farà in seguito, e sono le attività che operano nei comuni riconosciuti come montani. La giunta sta lavorando all'elenco completo, che sarà allegato alla delibera su questi primi ristori.

Dal punto di vista della commissione, alcune osservazioni sono state fatte. Sul fronte aziende una, in particolare: servirebbe un po' di chiarezza riguardo all'incrocio tra misure di sostegno diverse, appunto quella provinciale e quella sul fondo montagna.Critiche si sono sollevate anche rispetto ad un altro aspetto, quello dei lavoratori stagionali. Perché la manovra votata a maggio prevedeva anche interventi a sostegno degli stagionali rimasti senza ammortizzatori sociali. Sul punto la giunta ha chiarito che si sta predisponendo lo strumento - e la modalità di richiesta - per garantire quel sostegno, ma che arriverà in un secondo momento. Ad oggi si è data priorità alle aziende. Adesso si attende mercoledì: facile immaginare che sia una corsa. Come detto, si calcola che siano 20 mila le aziende interessate a presentare la richiesta.

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