Materne / La polemica

Bisesti: «Apriremo convinti, la scuola per l'infanzia è di tutti»

L'assessore provinciale all'Istruzione interviene sul braccio di ferro fra la giunta Fugatti e i lavoratori sull'attività che si prevede di prolungare anche in luglio

IL PUNTO Materne aperte anche a luglio, la Provincia conferma: avviata l'organizzazione
IL DISSENSO nuove proteste delle insegnanti: “Una decisione senza senso”
I SINDACATI “Così la giunta Fugatti cerca solo facili consensi”

 

di Barbara Goio

TRENTO. La strada sembra tracciata ed i prossimi giorni saranno cruciali: stiamo parlando della decisione della giunta provinciale di tenere aperte le scuole dell'infanzia per il mese di luglio, al fine di venire incontro alle esigenze delle famiglie, e della forte opposizione che arriva dal mondo delle materne, per una serie di motivi, che vanno dall'osservazione del contratto di lavoro al rispetto dei bisogni educativi dei bambini che, comunque, di asilo quest'anno ne hanno frequentato tanto. Due posizioni per ora inconciliabili.

«Siamo in un momento di passaggio - spiega l'assessore provinciale all'istruzione Mirko Bisesti - di confronto stretto con le parti sindacali, nella direzione di trovare una quadra dal punto di vista organizzativo. Siamo convinti di questa decisione e vogliamo andare avanti: voglio sottolineare l'eccezionalità di quest'anno, che è stato molto complicato per tante famiglie, anche dal punto di vista economico. E per quanto riguarda la questione delle ferie, si lavorerà per garantire le sei settimane previste».

All'obiezione che comunque l'apertura di luglio non è a costo zero (l'anno scorso era stata quantificata in circa 500mila euro) e che molte famiglie preferiscono magari meno scuola e più gioco per i propri figli, Bisesti risponde: «La scuola dell'infanzia è universale. Le proposte per il periodo estivo messe in atto dal terzo settore riguardano bambini più grandi ed i voucher che derivano dal Fondo sociale europeo devono sottostare ad una gestione molto rigida, vanno bene per chi se li può permettere.

Di contro le scuole dell'infanzia sono per tutti: e se i voucher possono essere usati per compensare un'assenza di servizio, se il servizio c'è, questi non hanno ragione di essere».Flc Cgil, Cisl Scuola, Satos e Uil scuola nei giorni scorsi hanno contestato duramente la proposta della giunta, che dovrà essere ratificata con una delibera, ed hanno sollevato tutta una serie di questioni, promettendo azioni in campo che vanno dalle assemblee, ai presidii per arrivare allo sciopero.

«Questo è un problema sindacale - ribatte Bisesti - ma ho trovato anche molte maestre che hanno espresso comprensione per questa iniziativa. Anche l'anno scorso vi sono state critiche molto forti, quando noi, unici in Italia, abbiamo aperto le scuole, un'iniziativa di cui vado orgoglioso. La levata di scudi rientra nella dialettica sociale e politica, e va messa in conto quando si parla di cambiamenti: non era accaduto in precedenza che si chiedesse agli insegnanti di mettersi a disposizione in questo modo. Ma, ripeto, questo è un anno eccezionale che ha chiesto tanti sacrifici, e noi siamo assolutamente convinti di andare avanti».

Estremamente critica sulla proposta del prolungamento, resta anche la Federazione provinciale delle scuole materne. Già ad aprile avevano bocciato la proposta, sia nel contenuto che nel merito. Il presidente Giuliano Baldessari ora rimarca: «Abbiamo espresso chiaramente la nostra contrarietà, anche dal punto di vista pedagogico, ma ora dobbiamo attivarci nel miglior modo possibile per essere al fianco della scuola, dare assistenza e fare servizio. Ci aspettiamo una decisione a breve, perché non si può improvvisare all'ultimo momento».

E riprende: «Abbiamo tenuto aperto tutto l'anno, garantendo sempre il servizio alle famiglie e ai bambini. In estate è davvero tutto molto più difficile, perché sono le famiglie stesse che, con i fratelli più grandi a casa, comunque si organizzano per le ferie. Inoltre, i più piccoli hanno bisogno di gioco. Noi non possiamo fare di testa nostra».

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