La Finanza a Lavis: indagini su cassa integrazione fittizia

I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, nell’ambito dell’operazione «Buen retiro», hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal gip, sottoponendo a vincolo numerose disponibilità finanziarie, un Suv e una villa in Val di Non.

Le indagini, eseguite dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro insieme all’Inps e coordinate dalla Procura della Repubblica, sono state avviate alcuni mesi fa, quando i funzionari hanno avuto i primi sospetti sulla condotta di una società per azioni che gravita nel vicentino e nel trentino, attiva nel settore della legatoria industriale.

L’accertamento ispettivo ha riguardato il prepensionamento di 11 lavoratori, due dirigenti e nove operai, per i quali l’azienda ha sfruttare indebitamente le disposizioni della norma che riconosce il diritto al prepensionamento per i lavoratori del settore editoria-poligrafico con requisiti ridotti rispetto ai lavoratori di altri settori, in presenza del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria.

Secondo l’accusa la società tra il 2014 e il 2015, con il consenso dei dipendenti, aveva provveduto a «demansionare» formalmente due dirigenti allo scopo di inserirli tra i lavoratori interessati dall’ammortizzatore sociale, pur mantenendo le medesime mansioni e retribuzioni; aveva, inoltre, inscenato il trasferimento del tutto ingiustificato e, in alcuni casi, fittizio, di uno dei due responsabili e di altri 9 dipendenti dallo stabilimento di Lavis a quelli di Vicenza e Marano Vicentino, in sofferenza e già coinvolti in procedure di cassa integrazione. L’azienda vicentina, dunque, da un lato ha usufruito del trattamento della cassa integrazione per lavoratori di fatto impiegati in altri stabilimenti non interessati dalla crisi, e dall’altro ha evitato le più onerose procedure di licenziamento o di incentivo all’esodo.

L’amministratore dell’impresa e tutti gli undici dipendenti che hanno usufruito, a vario titolo in modo illecito, dei trattamenti previdenziali, sono indagati per truffa aggravata.

Nei confronti della società di capitali e dei due dirigenti è stato inoltre disposto il sequestro di sette conti correnti, un fondo di investimento irlandese, un prodotto assicurativo, una Jeep Cherokee e una villetta nel comune di Sanzeno, nella disponibilità di uno dei due dirigenti, per un valore complessivo di 529.367 euro.

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