Altro edificio occupato a Trento dagli anarchici

Anarchici di nuovo in azione

Ore 19 di un normale sabato sera in città: c’è chi va a bere l’aperitivo, chi esce per una pizza o per il cinema, chi ne approfitta per un po’ di relax in famiglia. Ma c’è anche chi, passamontagna o sciarpa sul volto si reca in via San Pio X e occupa un enorme stabile abbandonato da anni. 

Gli «assillanti» sono tornati. Dopo l’ex asilo in San Martino e la villa in via Mattioli il nuovo obiettivo, raggiunto, è stata una grande casa abbandonata in via San Pio X, pochi metri dopo l’Orvea e prima dell’incrocio con via Matteotti, la stessa che per tanti anni ha ospitato al piano terra il negozio di articoli sportivi «Sester». L’azione è stata fulminea e si sono introdotti dal retro nella casa di cinque piani che ospita una ventina di appartamenti, oltre a cantine e soffitte. Gli occupanti dovrebbero essere circa quaranta persone dell’area anarchica, presumibilmente, appunto, gli stessi che si sono resi protagonisti delle ultime occupazioni in città.

Polizia e carabinieri sono giunti prontamente sul posto, ma si sono limitati a illuminare con le pile elettriche finestre e balconi per capire la situazione. Un posto che conoscevano, avendo sgomberato qualche tempo fa dei senza tetto che vi dormivano abusivamente. Alcuni «assillanti» si sono affacciati, nascondendo il volto con sciarpe, cappelli e passamontagna, per stendere uno striscione da un balcone del primo piano e per controllare la situazione. C’è stato qualche rapido, provocatorio e ironico scambio di battute con le forze dell’ordine: «Dai andate a casa, non avete nulla di meglio da fare il sabato sera?». Per entrambe le parti, evidentemente, niente aperitivo, pizza o divano, come si diceva all’inizio. 

Sul lenzuolo bianco con pennarello nero la scritta, inequivocabile, e la firma: «Occupiamo le case vuote, la nave ha levato l’ancora. L’assillo continua». Nessuna altra comunicazione dall’interno del palazzo, dal quale si udiva solo qualche rumore, tipico di chi sta spostando vecchi mobili o ferraglie. Gli occupanti hanno poi iniziato a chiudere il punto da dove sono entrati, che è anche l’unica via d’uscita considerato che ogni porta è stata chiusa o murata, così come ogni finestra del piano terra. Dopo un’oretta di studio della situazione, polizia, carabinieri e agenti della Digos hanno abbandonato la zona: troppo rischioso e difficile, evidentemente, un intervento di sgombero notturno, soprattutto a causa delle dimensioni dello stabile. Nelle prossime ore la Questura valuterà come muoversi e quanto a lungo far «continuare l’assillo». Anche se poi, probabilmente, ce ne sarà comunque un altro.

 

[[{"type":"media","view_mode":"media_original","fid":"592346","attributes":{"alt":"","class":"media-image","height":"1224","width":"1632"}}]]

comments powered by Disqus