Vaccinazioni sì o no?

Patrizia Filippi, presidente dell'associazione «Vaccinare Informati», scrive all'Adige per rispondere al pediatra Dino Pedrotti, che nelle ultime settimane, dalla pagine del giornale ma anche qui sul nostro sito, aveva riportato l'attenzione sull'importanza delle vaccinazioni e di una giusta informazione a riguardo. Ecco l'intervento. Il nostro spazio per i commenti è naturalmente aperto a tutti voi, per porre domande e riflessioni su questo importante tema

Gentile direttore,
riteniamo doveroso come rappresentanti dell'associazione «Vaccinare Informati» intervenire in risposta alle due lettere del dottor Pedrotti e al dibattito che si è creato.
La nostra associazione è nata in Trentino nel 2006 per volontà di molti genitori e alcuni medici con questi obiettivi: ottenere la libertà di scelta in campo vaccinale, eliminando la sanzione pecuniaria; diffondere un'informazione scientifica e indipendente; dimostrare solidarietà con chi subisce danni da vaccino.
Si sentiva infatti l'esigenza di riunire le famiglie di obiettori in un'associazione per aprire la strada all'accettazione e al rispetto del dissenso, iniziato in Trentino più di 20 anni fa da alcune famiglie coraggiose e che di anno in anno vedeva crescere in modo considerevole il numero di inadempienti ai vaccini obbligatori e facoltativi.
Il percorso che ha portato alla cancellazione della multa è stato molto lungo e tortuoso, ma l'associazione si è impegnata a fondo, facendo conoscere la problematica attraverso la stampa, interpellando la società civile, organizzando numerosi convegni informativi, incontrando gli assessori competenti e le commissioni provinciali.
Finalmente nel 2010 è stata approvata la Legge sul riordino della Sanità che contiene due articoli sul graduale superamento dell'obbligo e dal gennaio 2012 le multe sono state sospese. Dall'inizio del 2013, grazie ad alcuni soci residenti nella provincia di Bolzano, Vaccinare Informati ha allargato il suo bacino d'utenza, rispondendo alle numerose richieste di genitori sudtirolesi (molto sensibili alla tematica) di tutti e tre i gruppi linguistici presenti.
Il punto che rimane critico è quello più importante: aiutare concretamente le famiglie che vivono la grande sofferenza degli «effetti collaterali» sulla pelle dei loro figli.
È proprio su questo che vorremmo che il dottor Pedrotti provasse a superare i suoi preconcetti e giudizi. Spesso ci contattano madri e padri che raccontano una storia che più o meno, con alcune sfumature, è sempre la stessa:
ci si accorge di qualche problema di salute (anche molto grave) del proprio bambino dopo la prima immunizzazione o dopo i successivi richiami, che peggiora sempre di più. Si interpellano medici, esperti, si sottopongono i figli ad una serie infinita di esami… ma quando si nomina la parola «vaccini», non si è ascoltati o vengono esclusi a priori o addirittura si viene "richiamati" dai medici interpellati.
Molti genitori così non proseguono nella ricerca della verità, lasciano perdere anche la segnalazione dell'evento avverso (così tutto rimane come prima) e si concentrano sul bambino con terapie varie e impegnative per recuperare la salute o almeno per cercare di limitare i danni. Sentirsi poi definiti magari «come persone deboli e disinformate», suona come un vero e proprio schiaffo e aggiunge il danno alle beffe.
Ci è capitato purtroppo frequentemente di notare che molte mamme e papà hanno paura, nel vero senso della parola, a rendere pubblica la loro testimonianza per vari motivi.
In primo luogo temono di non essere creduti o addirittura di perdere dei diritti di assistenza per i bambini, oppure pensano di non essere più tutelati da nessuno. I più coraggiosi intraprendono la strada della richiesta di riconoscimento del danno, andando incontro a tante difficoltà, frustrazioni e problemi che a volte appaiono insormontabili. A chi ha subito un danno da vaccino, facciamo l'appello di non tacere, di non rinchiudersi nel proprio dolore, perché la condivisione può far riflettere l'opinione pubblica, può aiutare a superare gli ostacoli.
Per fortuna il muro del silenzio sta rompendosi e sgretolandosi, attraverso il lavoro quotidiano di medici e ricercatori oppure connuovi studi scientifici che confermano l'esistenza di possibili effetti collaterali,con conferenze e convegni, come quello che faremo a Bolzano il 21 settembre prossimo, con leggi approvate dal Parlamento e anche con sentenze di tribunale, come quella di Rimini del 2012, sul collegamento vaccino-autismo.
Al dottor Pedrotti, che nella sua pratica professionale ha salvato moltissimi neonati, chiediamo di ascoltare la voce di questi genitori. Alle istituzioni e alla classe medica di programmare un piano di farmacovigilanza attiva, iniziando finalmente un grande studio che confronti la salute di vaccinati e non vaccinati, richiesta che da anni portano avanti tutte le associazioni italiane.
Solo così si potrà stabilire se davverosiamo così poco responsabili o se invece abbiamo qualche ragione.

Patrizia Filippi
Presidente associazione «Vaccinare Informati»

]]>

comments powered by Disqus