PIETRAMURATA- Ezio Toccoli non si è reso conto né durante né dopo di aver posto fine tragicamente con una quindicina di bastonate alla vita dell'amata moglie Florina Reversi, quella terribile sera del 26 marzo scorso nella villetta di famiglia in via Cavedine a Pietramurata. Era ed è tuttora «incapace di intendere e di volere» e quindi ignaro di quello che stava facendo e delle conseguenze, purtroppo fatali, che il suo comportamento avrebbe provocato. Ne deriva che, codice alla mano, «non è imputabile» e quindi perseguibile penalmente per quello che ha commesso.
Cade di conseguenza nei suoi confronti l'accusa contestatagli dalla Procura di «omicidio volontario», peraltro aggravato dal grado di parentela con la vittima: un reato che per una persona non nelle condizioni dell'anziano di Pietramurata avrebbe potuto comportare una condanna sino a 28 anni di reclusione, bene che vada 21 con patteggiamento o rito abbreviato. Lo spartiacque dell'iter giudiziario legato all'omicidio di Pietramurata è stato scritto ufficialmente ieri mattina a Rovereto quando il consulente tecnico del gip, il dottor Eraldo Mancioppi, ha consegnato le prime conclusioni basilari della perizia psichiatrica ordinata con incidente probatorio dal giudice dell'indagine preliminare, la dottoressa Maria Teresa Dieni. (Articolo completo sull'Adige cartaceo)