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I social, specchio fake della realtà

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A giugno 2019 Nielsen Social Rating ha registrato 20 milioni di interazioni totali generate in Italia dal fenomeno delle Social TV. Venti milioni è il numero di italiani che esattamente cinquant’anni prima hanno assistito all’allunaggio. Il 20 giugno del 1969, il 98% degli Italiani guardava in tv lo sbarco sulla luna. Numeri da capogiro. Ma la domanda rimane: cosa guardava l’altro 2%? Visto che non esistevano neanche i social. La Nielsen rileva che Internet negli ultimi anni ha avuto un incremento esponenziale nell’uso dei social da parte di cinquantenni e gente oltre i sessanta.

Il motivo principale è condividere le esperienze. Condividere le esperienze ha un senso se applicato ai trentenni che fanno serate dance a bordo piscina e ogni sera incontrano gente nuova; ma come funziona per uno di cinquant’anni? Uno - tipo me - che passa la maggior parte del tempo sdraiato davanti alla tv? Che non esce mai di casa se non per buttare l’immondizia (non proprio un must da postare sui social). Quindi mi rivolgo a te collega cinquantenne. Te che durante la quarantena ti sei iscritto negli account Twitter, Facebook, Instagram e Lockdown. Te, che al sabato sera posti orgoglioso un selfie mentre mangi del pollo freddo sul tavolino di alluminio del kebab sotto casa. Mentre i tuoi vecchi compagni di classe, nonostante siano sempre presenti quando li chiami e di solito guardino gli stessi programmi televisivi che guardi tu, sui social media pubblicano le prove di un’esistenza scintillante tra apericene, apericolazioni, apericoncerti a bordo di aperipiscine, e serate piene di aperigente che aperide felice.

Per fortuna basta poco per portare alla luce l’imbarazzante verità: sui social tutto sembra più eccitante di quello che è. Anche gli eventi a cui partecipi di persona, se riflessi attraverso il prisma dei social sono enormemente migliorati. Ho sentito due mamme-con-carrozzina parlare: «Ma che bella bambina!» «No, oggi è venuta male, deve vedere com’è bella su Facebook!». I Social, specchio fake della realtà. Una serata dove hai appena litigato col tuo migliore amico, hai mangiato cibo orribile e tua moglie ti ha confidato che sta pensando di divorziare, sembra un caleidoscopico di gioia su Facebook. A confronto il Carnevale di Rio è il Corpus Domini di Oristano. Tuttavia, finché le cose non inizino a diventare più interessanti nella tua vita, postare foto fake può servire a tenerti lontano dalla depressione.

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