Egregio signor direttore, da qualche anno sono abbonata all'Adige che leggo ogni giorno con piacere. Da un po' di tempo a questa parte però, riscontro qualcosa di poco piacevole. Vengono pubblicate delle lettere a dir poco sconcertanti nel contenuto, con un lessico volgare e meschino. Qualcuno dice che siano nel 2011, perciò secondo tale parere bisogna aggiornarsi, tempi moderni! Cosa imparano i nostri ragazzi? Mi chiedo dove si andrà a finire. La morale e la buona educazione è forse retaggio del passato? Chiedo scusa per queste mie esternazioni e ringrazio.  Palma Filippi - San Michele all'Adige  Purtroppo la volgarità e il linguaggio triviale hanno preso piede in ogni ambito della nostra società. Un tempo la parolaccia era circoscritta ad ambienti precisi, culturalmente poveri, spesso socialmente degradati, e non ci si vantava certo di infiorettare il discorso con esclamazioni rozze e grossolane, anzi ci si vergognava. Oggi la scurrilità, dei comportamenti prima che del linguaggio, ha invaso ogni dove: la scuola, la politica, la televisione. Anzi, proprio questa è diventata la levatrice del peggio del peggio, sdoganando cafoneria, inciviltà, pornografia dei sentimenti, persino la bestemmia. Anche i giornali sono finiti spesso in tale gorgo, che a volte assomiglia ad una cloaca vera e propria. L'Adige cerca con forza e convinzione di mantenere una pulizia di linguaggio, che è anche espressione di una pulizia di pensiero. In certi casi la cronaca, anche quella politica, che di questi tempi è particolarmente prodiga di volgarità e bassezze, costringe a riportare vicende e fatti sgradevoli. E questo accade pure nelle pagine delle lettere, affidate all'intervento libero dei lettori, dove si rieccheggiano fatti ed espressioni dell'attualità politica particolarmente stomachevoli. L'intento, che è la bussola quotidiana del nostro agire, è di riportare i fatti e le opinioni come deve fare un giornale, ma cercando di preservare sempre la decenza e il rispetto delle persone, di tutti i lettori, anche i più giovani. Se non sempre ci riusciamo, è giusto che veniamo richiamati e «bacchettati». Sarà nostra cura mettere in campo un supplemento ulteriore di attenzione affinché sull'Adige non escano volgarità di sorta. Anche nella pagina dei lettori. A costo di togliere qualche riga a qualche lettera, che non porterebbe alcun giovamento in più alla lettura e alla comprensione del pensiero, ma anzi ne causerebbe il rigetto. È il nostro impegno di fronte ai lettori.  p.giovanetti@ladige.it