In molti mi hanno richiesto un intervento sul testamento biologico. Argomento, ahimè, un po’ triste, ma quanto mai attuale. Vorrà dire che, per compensare le riflessioni sulla parte finale della vita, in una prossima occasione parleremo dei “bonus bebè”: la battaglia di un cittadino consumatore, infatti, inizia presto!
Vorrei, innanzitutto, darvi una sorta di mappa (ricavata dal sito dell’Associazione Luca Coscioni), per capire a che punto siamo. Il registro dei testamenti biologici è già stato istituito (ed è attivo) nei comuni di: Acquapendente, Alba, Albinea, Aprilia, Arco, Arezzo, Arta terme, Barile, Bastiglia, Borgo San Dalmazzo, Budrio, Cagliari, Calco, Calenzano, Casalecchio di Reno, Caserta, Casoria, Castel del Piano, Castel Maggiore, Castelfranco Emilia, Castenaso, Cattolica, Cavazzio Carnico, Cavriago, Cernusco, Cerveteri, Ciampino, Civita Castellana, Colle Val d’Elsa, Conza della Campania, Curti, Empoli, Ferrara, Fiesole, Fiorano Modenese, Firenze, Formigine, Forni Avoltri, Forni di Sotto,Francaville, Genova, Giffoni Valle Piana, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Imola,
Molti altri Comuni italiani, tra i quali Bologna, Brescia, Mestre, Forlì, Napoli, Novara, sono in dirittura d’arrivo del Registro delle “Dichiarazioni Anticipate di trattamenti Sanitari”, ossia del cosiddetto Testamento Biologico. Per “Testamento biologico” si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza, o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che,nel caso la persona diventi incapace, sarà il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari. Come qualunque altro testamento tradizionale, anche quello biologico può essere soggetto a revoca o a modifica in ogni momento della vita di ognuno, nel rispetto della libertà individuale.
La nostra Costituzione (art.32 comma 2) stabilisce che la legge in nessun caso può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana: anche

