PHOTO
La «vacanza» come dice l’etimologia della parola vuol dire «vuoto» e, per estensione, «tempo libero». A inizio estate tutto si associa all’immagine della «libertà» dagli impegni quotidiani e al vuoto dalle incombenze e al tempo dell’ozio come assenza totale dal lavoro. Puntualmente così, in questo periodo, le richieste della scuola e le affermazioni degli insegnanti o dei pedagogisti propongono un’annosa domanda: i compiti per le vacanze servono o sono inutili? Tre mesi di vacanza, senza nulla da fare possono essere controproducenti.
Ma le risposte possono essere di vario tipo e opposte. Chi è a favore dell’ozio estivo sostiene che anche gli studenti e gli scolari, come i lavoratori, hanno diritto a sospendere le attività. Agli adulti nessuno si sognerebbe di far prolungare il lavoro durante le ferie. Chi è contrario dice che l’inattività prolungata è dannosa perché fa dimenticare tutto quello che è stato appreso. Forse entrambi possono avere almeno in parte ragione.
Il problema vero è che le vacanze sono un tempo utile al riequilibrio di mente e corpo purché orientate dall’adulto a trovare altre opportunità. Di certo non vuol dire permettere a bambini e adolescenti di restare perennemente attaccati ai loro smartphone, al contrario significa regolamentarne l’uso e negoziarne l’utilizzo soprattutto con i teenager.
Ma non basta affermare l’importanza di togliere gli smartphone, quanto salvare e promuovere la loro creatività. Ed è fondamentale che siano i genitori per primi ad essere creativi e capaci di dare il buon esempio suggerendo ai figli occupazioni alternative e attività altrettanto utili allo sviluppo di relazioni.
Il tempo estivo delle vacanze, pertanto, dovrebbe essere anche il momento per fare esperienze e attività che durante l’anno non si riescono a fare mentre lo studio e i compiti andrebbero per lo più lasciati alla scuola come attività seguite direttamente dai docenti. L’estate con le sue giornate lunghe, anzi lunghissime è un tempo prezioso in cui si recuperano i rapporti personali e prima di tutto quelli familiari, che nel corso del resto dell’anno sono stati frettolosi e limitati.
Fortificare i legami serve a rendere più aperta e confidenziale la relazione e può aiutare i genitori separati a recuperare una convivenza meno precaria e frammentata, dove la vicinanza rafforza la conoscenza e l’intesa reciproca che poi sono un bene prezioso in inverno e nel corso dell’anno.
Da ultimo, al di là di quei compiti che la scuola suggerisce per mantenere l’allenamento e che personalmente sostengo non facciano male se sono adeguati e non eccessivi, i compiti in estate potrebbero essere quelli di stimolare gli adolescenti alla lettura di libri visto che si legge sempre meno. Oppure l’opportunità di far fare ai ragazzi esperienze di cooperazione con attività lavorative. Un tempo, non lontano peraltro, l’approccio al mondo del lavoro, serviva per fare una reale esperienza di «bottega», che era utile a verificare cosa si sapeva o non si sapeva fare.


