Pedalando verso le Isole Similan, il "paradiso terrestre" della Thailandia
L’arcipelago è un’area protetta. Per quasi mezzo anno sono precluse ai visitatori, poiché durante i monsoni la navigazione può essere pericolosa e le isole battute da forti mareggiate
14 aprile
La nostra guida spirituale, nonché conosciutissimo e acclarato funzionario di banca, già membro della prestigiosa congregazione dello “Sguazet” (pietanza tipica trentina a base frattaglie al sugo con polenta), presidente emerito della Scuola Musicale di Albiano, membro onorario della compagnia del P.E.L. (Pensione e Liberazione) e già nostro interprete nella lingua dei segni universale e cassiere per acclamazione, ci ha raggiunto stamattina in Thailandia. Ormai culturalmente acclimatati, lo abbiamo accolto in aeroporto svuotandogli addosso due bottiglie d’acqua a tradimento.
Il resto della giornata sulla spiaggia vicina Banana Beach. La sera, riunione organizzativa davanti alla mappa della Thailandia per decidere le prossime “strategie“. Si delibera all’unanimità per le Isole Similan, al largo della costa occidentale circa 100 km più a nord, che dicono succursale dell’Eden, descritte come il "paradiso terrestre" della Thailandia: vogliamo verificare.
15 aprile
Partiamo dall’isola di Phuket che è ancora buio, facendo rotta verso la municipalità di Lam Kaen. Oggi la temperatura è alle stelle e l’umidità dell’aria è del 91%. Pedaliamo sotto un sole velato, completamente fradici che anche le bici lo sono, quando un improvviso nubifragio ci costringe ad una sosta. Velocemente (perché l’esordio del tempo è improvviso e copiosissimo), ci rifugiamo in un riparo di fortuna lì a due passi: che fortuna, una specie di capanno sopraelevato in disuso, che ricorda un po’ una pagoda… scricchiolante. Non smetterà per due ore. La strada asfaltata sembra un fiume. Guardiamo passare auto e moto in corsa, che sollevano ondate d’acqua altissime ma procedono come niente fosse sulla strada allagata con apparente noncuranza. Probabilmente questo è niente rispetto alle precipitazioni della imminente stagione dei monsoni, che inizierà fra circa venti giorni.
Relax. Ogni tanto qualcuno si chiede che giorno è; ma ci vuole un po’ prima di realizzare.
Poi si riprende a pedalare sotto la canicola. Il caldo è al limite, il fondoschiena protesta con la sella, la fatica si fa sentire anche a causa del tasso di umidità. Vanno giù litri d’acqua. Una condizione ambientale alla quale ci stiamo sottoponendo e che a qualcuno potrebbe sembrare irrazionale. Una specie di espiazione? No, direi piuttosto una purificazione. Altro che sauna! Il corpo è provato ma lo spirito è fresco.
Arriviamo al tramonto a Lam Kaen e ci sistemiamo in una Guesthouse a tema forestale, che somiglia un po’ ad un set cinematografico. Vecchi tronchi intagliati dal tempo, recuperati e coperti di smalto marrone un po’ qua e un po’ là. La camera ricorda quelle delle locande del Signore degli anelli.
Aria condizionata a chiodo.
16 aprile: Isole Similan
Ci andiamo acquistando un pacchetto all inclusive, perché non si può fare da sé. L’arcipelago è un’area protetta. Per quasi mezzo anno sono precluse ai visitatori, poiché durante i monsoni la navigazione può essere pericolosa e le isole battute da forti mareggiate.
Distano circa 70 km dalla costa ovest e ci arriviamo con una Speedboat dopo un’ora e mezza.
Sono veramente paradisiache. Non voglio aggiungere altro. Lascio che le immagini della Gallery descrivano cos'è.