La moda del telefonino vecchio stile

di Sandra Tafner - NO

A voi non viene mai voglia di un frappuccino (bevanda molto innovativa, caffè latte zucchero e una spruzzata di cacao o di vaniglia)? Se vi viene, basta ordinare sul cellulare ed eccolo recapitato direttamente a casa ancora bello caldo. Miracoli dell'era digitale, quando ogni desiderio è preceduto dal suo appagamento. Gli acquisti on line crescono del 50 per cento l'anno, lo shopping non ha più confini, le app forniscono qualsiasi servizio che faciliti la vita, prenotano biglietti, fanno saltare le file, qualunque cosa a domicilio per evitare la fatica. E insieme anche i contatti umani. Uno può decidere di non uscire per giornate intere, di non parlare emettendo suoni, di non incontrare conoscenti e stringere mani, di non camminare. Con gli amici si comunica tramite Facebook e si cinguetta grazie a Twitter.

Insomma, la tecnologia può aiutarci a programmare giornate di isolamento totale e al tempo stesso di attività furiosa. Basta scegliere tra reale e virtuale e il gioco è fatto. Gli adolescenti ovviamente sono più facilitati nell'uso del cellulare (come spiega uno psicoterapeuta tra i massimi esperti dell'età evolutiva), che ormai fa parte del loro schema corporeo, vale a dire che ormai è diventato una specie di protesi. Per questo appare indispensabile al punto da provocare talvolta dipendenza. A scuola non lo si può usare? Ma come, impossibile, i primi ad insorgere sono spesso i genitori che vogliono tenere collegamenti costanti con i figli. È d'accordo il sindaco di New York, che sostiene inoltre come proprio dal cellulare arrivino enormi opportunità didattiche, benefici psicologici, affettivi, educativi e via elencando. Ed ecco subito le statistiche che informano: l'età media in cui si comincia ad usare lo smartphone è di 12 anni. Non sono ammesse limitazioni di orario e di luogo.

Si sa che da noi le usanze americane arrivano sempre con un po' di ritardo, ma arrivano. È pur vero che è ancora valida la direttiva del Ministero dell'istruzione del 2007 che definisce il telefonino elemento di distrazione a scuola sia per chi lo usa che per i compagni di classe, ma ciascun istituto può organizzarsi come crede e quindi vietare o permettere, a scelta. A fine mese verrà presentata una ricerca europea sulle «opportunità e i rischi dello smartphone per i ragazzi italiani». Perché c'è anche chi ammette che rischi esistono, non solo come conseguenza di un uso scorretto del Web ma anche della stanchezza cronica di quei giovani che stanno incollati al Pc nelle ore serali una volta dedicate al sonno, stanchezza che il mattino seguente si riflette inevitabilmente sul rendimento.

Vogliamo esagerare? Un gruppo di ricercatori assicura che troppi casi di obesità giovanile sono da collegarsi all'uso smodato del cellulare a tavola e non tanto da parte dei ragazzini, bensì delle mamme che non lo mollano nemmeno durante i pasti, dimenticando così di sorvegliare il modo di mangiare dei figli, di consigliare la scelta dei cibi, evitando l'eccessivo consumo di dolci e il rifiuto delle verdure.

Dati per scontati gli effetti positivi, che sicuramente esistono, continuiamo con quelli negativi? Sempre ricerche d'oltreoceano avvertono che chi utilizza senza limiti lo smartphone - in questo caso ci si riferisce agli adulti - senza rendersi conto lavora un giorno in più alla settimana, perché continua a mantenere contatti, a dare direttive e a riceverne, a concludere affari e, alla fine, a respirare il clima d'ufficio ben oltre l'orario dovuto. Ma improvvisamente salta fuori la novità: pare che tra i regali del Natale appena trascorso siano stati molto apprezzati i vecchi telefonini che servono per fare e ricevere telefonate, oltre che per fare e ricevere messaggi. Basta, tutto il resto è scomparso. Costano 30-40 euro e stanno già facendo tendenza. Il dubbio è che non sia un ritorno al passato per scelta, ma una di quelle mode che scoppiano improvvise tanto per essere in controtendenza. Fino alla prossima moda che sarà sempre transitoria, sorretta da atteggiamenti più emotivi che consapevoli. L'unico vantaggio è che si tratta di una moda a basso costo.

sandra.tafner@gmail.com

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