Buona politica sugli aiuti o vince chi vuole lo stop

di Paolo Micheletto

La solidarietà internazionale, gli aiuti ai paesi più poveri del mondo e la cooperazione del Trentino al loro sviluppo sono da sempre motivo di grandi discussioni. Da una parte, c'è chi ritiene che si tratti di un impegno obbligato da parte del ricco Trentino, dall'altra una schiera sempre più diffusa di massimalisti chiede che la Provincia chiuda i rubinetti verso Africa, America del Sud e Oriente: "Sono soldi tolti ai trentini", dicono.


Come al solito, la verità sta nel mezzo e forse - mentre resta più che mai attuale l'impegno e l'attenzione del mondo occidentale verso le aree più disperate del mondo - forse va posta qualche regola in più a coloro che ritengono che sia molto "cool" andare in Africa a fare volontariato oppure sia giusto fare campagna elettorale con gli immigrati al seguito.


Le "gravi irregolarità" riscontrate dal Servizio emigrazione e solidarietà internazionale della Provincia, che hanno portato alla revoca di contributi per 640mila euro nei confronti di tre associazioni sono sfociate in una inchiesta penale e vedremo quale sarà l'esito definitivo. Per ora va sottoiineato che appunto sono stati gli uffici dell'amministrazione provinciale a dare il via alla restituzione dei fondi e quindi alle indagini, e questo è la conferma che i controlli vengono effettuati con tutte le garanzie del caso. Ma di sicuro questa deve essere l'occasione per rivedere alcuni ingranaggi del sistema: più trasparenza, ad esempio, magari mettendo a disposizione dei cittadini ogni dettaglio sui progetti, sugli obiettivi e sui responsabili. E poi in questi settori non ci si improvvisa esperti: forse l'idea di affidarsi a tante piccole organizzazioni con una infintita buona volontà ma poca esperienza è una strategia da rivedere. Perché in questo caso il pericolo è di buttare a mare il lavoro giusto e onesto di migliaia di volontari e cooperatori solo a causa di qualche progetto poco chiaro e mal riuscito.


Il dibattito è aperto. Ma di sicuro c'è bisogno di intervenire, con una buona politica che tolga fiato a chi sostiene che l'assessorato alla cooperazione internazionale vada abolito.

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