Ruby, il dramma dell'Italia e un uomo malato

Più che rabbia e disprezzo quanto emerge anche dalle ultime vicende, devastanti e ignominiose, mette tanta tristezza nel cuore. Non fa rabbia chi dovrebbe rappresentare l'Italia e si rende protagonista di quei fatti. Fa solo pena. È un uomo malato, profondamente malato. Ed è un uomo solo, nonostante le folle osannati e acclamanti che si vedono in televisione. È un uomo prigioniero di se stesso, che non sa più nemmeno essere uomo

di Pierangelo Giovanetti

Caro direttore, in questi anni abbiamo sopportato il degrado di un Presidente del Consiglio che con i soldi comprava i giudici e piegava le sentenze (sentenza Mills), che si è fatto decine e decine di leggi per favorire i propri interessi economici, finanziari e processuali, che ha usato il suo ruolo di premier per gestire affari privati con dittatori come Gheddafi e Putin, che ha riempito il Parlamento e le istituzioni di pregiudicati e condannati, e di donnine impresentabili dai facili costumi. Sembrava di aver visto tutto il peggio che ad un Paese potesse capitare, e di aver subìto tutta la vergogna e il dileggio possibile che gli occhi del mondo ci potevano riservare. E invece il lerciume di vergini immolate al piacere del drago, come in tempi non sospetti aveva denunciato sua moglie Veronica, e i racconti raccapriccianti di quanto avviene nelle residenze del premier con decine di ragazze nude per far divertire Berlusconi, come si legge nei documenti prodotti dai giudici e depositati in parlamento, sono qualcosa che va al di là del bene e del male. Qualcosa che nemmeno la mente più perversa poteva immaginare. E questo è il nostro Presidente del Consiglio. Quanta rabbia, quanto disprezzo! Maria Facchinelli
Più che rabbia e disprezzo quanto emerge anche dalle ultime vicende, devastanti e ignominiose, mette tanta tristezza nel cuore. Non fa rabbia chi dovrebbe rappresentare l'Italia e si rende protagonista di quei fatti. Fa solo pena. È un uomo malato, profondamente malato. Ed è un uomo solo, nonostante le folle osannati e acclamanti che si vedono in televisione. È un uomo prigioniero di se stesso, che non sa più nemmeno essere uomo. Purtroppo, però, quanto sta avvenendo non è solo il dramma di una persona malata, per usare le parole di Veronica Lario. È il dramma di un Paese che in questo marciume sta sprofondando, e i cui miasmi mefitici hanno reso l'aria irrespirabile per tutti. Ormai si è oltre le responsabilità penali. C'è qualcosa di più grande ancora, che viene prima della legge, ed è la dignità di poter ricoprire il ruolo per cui è stato eletto. Questa dignità ormai non esiste più. Agli italiani e al mondo, disgraziatamente non resta che prenderne atto. p.giovanetti@ladige.it

comments powered by Disqus