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(ANSA) - TRIESTE, 26 LUG - "Può anche darsi che verrò rinviato a giudizio ma io e i miei avvocati siamo pronti. Non c'è nulla che ci dirà cosa è successo, anche se credo nel suicidio". Lo ha detto ai microfoni di TeleQuattro Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich. "Avere un avviso di garanzia per omicidio e per occultamento di cadavere - ha proseguito - è la cosa peggiore che ti può capitare. Io vado avanti". Visintin ha sempre parlato di suicidio, intanto sono ancora in corso gli accertamenti irripetibili sui vari reperti raccolti, come il cordino intorno al collo di Liliana ai coltelli sequestrati a Visintin, e vari indumenti; si attendono le indagini dattiloscopiche sui sacchi neri in cui fu trovato il corpo di Liliana. Rsinovich scomparve il 14 dicembre 2021 e fu trovata morta il 5 gennaio successivo nel boschetto dell'ex OPP. "Se hanno qualcosa da dire, da fare, lo facciano, io sono a disposizione, non ho paura di niente" ha detto Visintin. "Questi sacchi neri... messi da altre persone ... non lo so ... poi i telefoni lasciati a casa... e dalla modalità in cui è stata trovata", ha detto ancora a TeleQuattro. (ANSA).


