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PESCARA. A oltre sei anni di distanza dalla tragedia giunge a conclusione oggi, giovedì 23 febbraio, il processo di primo grado per la tragedia di Rigopiano, in cui l'hotel di Farindola venne travolto da una valanga il 18 gennaio 2017 e morirono 29 persone. Alle ore 17:05 è giunta la prima parte della sentenza: due anni e otto mesi al sindaco di Farindola (Pescara) Ilario Lacchetta. La pronuncia del gup del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea. L'accusa aveva chiesto per Lacchetta, sindaco attuale e all'epoca del disastro, 11 anni e 4 mesi. Assolti l'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo e, l'ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco.
In totale, 30 gli imputati ammessi al rito abbreviato (ma per 4 di questi la stessa Procura ha chiesto l'assoluzione), tra amministratori e funzionari pubblici, oltre al gestore e al proprietario della struttura, accusati a vario titolo dei reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni, falso, depistaggio e abusi edilizi. Al centro del dibattito, come fu per il sisma che colpì l’Aquila, l’operato dell’uomo nel suo ruolo di funzionario pubblico, che dovrebbe garantire la sicurezza ai cittadini, sia nel rispetto delle normative esistenti, sia nella fase emergenziale dei soccorsi.
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