TRENTO. Nelle case di riposo del Trentino, su 4 mila posti convenzionati, ve ne sono attualmente 550 liberi. Non era mai accaduto prima del Covid. Fino al marzo dello scorso anno, infatti, le liste di attesa per entrare erano lunghe ed erano centinaia le famiglie in difficoltà nel gestire i propri anziani in casa. Ora la situazione è cambiata e per questo il dirigente provinciale Giancarlo Ruscitti ha dato mandato all'Azienda sanitaria di aumentare il numero di posti letto sollievo, ossia quelli usufruibili da uno stesso paziente per un massimo di 60 giorni all'anno.

Ciò sarà possibile trasformando momentaneamente i posti liberi convenzionati in posti sollievo. Una soluzione attuabile in questo momento in cui le famiglie non sembrano ancora pronte per far ricoverare i loro casi nelle strutture.

Il ricordo dei tanti decessi lontano dall'affetto dei loro cari, delle chiusure delle strutture, dell'impossibilità di visitare i propri cari, dell'isolamento che questi hanno vissuto è ancora troppo vivo nella memoria e così anche le famiglie dei circa 500 anziani (e non solo) che avrebbero i requisiti stanno aspettando a chiedere l'inserimento definitivo.

«I posti sollievo sono una sessantina, dislocati nelle varie Apsp del Trentino - spiega Simona Sforzin, direttrice dell'area cure primarie dell'Azienda sanitaria - e negli anni precedenti c'era una forte domanda tanto che durante i mesi estivi, per consentire di dare una risposta al maggior numero di persone possibile, in estate veniva solitamente concessa una permanenza massima di tre settimane e il tasso di occupazione era sempre molto alto. Quest'anno, al momento, la richiesta è ancora bassa, ma in ogni caso ci stiamo organizzando per aumentare il numero di posti disponibili».

Nelle Apsp della città di Trento, dove i posti sollievo sono in totale 13, solitamente la richiesta dalle famiglie, legata alla necessità di consentire alle badanti o agli stessi familiari di andare in ferie e di staccare la spina dal pesante lavoro di accudimento, è superiore all'offerta. Al momento, invece, per l'estate 2021 ci sono ancora disponibilità.

Lo scorso anno, causa Covid, il servizio dei posti sollievo era stato cancellato. Ora si riparte con un'offerta più ampia per venire incontro anche alle strutture che con tanti posti ancora liberi devono fare i conti con bilanci in rosso. Con la ripresa delle attività economiche, inoltre, parte delle persone che erano rimaste a casa si sono nuovamente inserite nel mondo del lavoro e per l'estate potrebbero aumentare i bisogni di assistenza per i loro cari in difficoltà.

Ma come mai gli inserimenti stanno andando così a rilento e nelle strutture ci sono ancora tanti posti liberi? «Il fatto che ci siano posti non vuol dire che questi debbano essere necessariamente riempiti da chi non presenta i requisiti - sottolinea Simona Sforzin - . Il punteggio per accedere a queste strutture deve essere comunque alto. Diverso il punteggio necessario per i posti sollievo che può essere anche più basso visto anche il tempo limitato in cui queste persone rimangono in struttura».I requisiti per poter usufruire dell'inserimento temporaneo nelle Apsp sono aver ricevuto la doppia dose di vaccino, essere soggetti non autosufficienti oppure soggetti dimessi dagli ospedali in particolari situazioni. È sempre l'unità valutativa multidisciplinare (UVM), attivata dal medico di base, dal medico ospedaliero o dall'assistente sociale, a valutare l'idoneità del soggetto.