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(ANSA) - CAMPOBASSO, 07 SET - Prima dell'estate le piste battute erano almeno tre o quattro, ora - stando a quanto trapela da ambienti investigativi - ne resta solo una, quella legata alle relazioni personali e a presunti motivi sentimentali. Si indaga in questa direzione per arrivare alla soluzione del 'giallo di Pietracatella', il paese molisano dove vivevano Antonella di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita, morte per avvelenamento da ricina nel dicembre dell'anno scorso. Decisivi potrebbero essere da una parte il lavoro svolto dalla Squadra Mobile della Questura di Campobasso, guidata da Marco Graziano, in particolare nelle ultime settimane con un'attività che non si è fermata neanche a Ferragosto; dall'altra l'esito degli esami che stanno svolgendo gli esperti tedeschi a Berlino su alimenti e reperti prelevati dalla casa della famiglia Di Vita a Pietracatella. In queste ore scade uno dei termini concessi per un primo deposito, ma dalla Germania nulla è ancora arrivato. Anche il termine dei sei mesi per le indagini preliminari sta per scadere e pure in questo caso si va verso una richiesta di proroga. In queste ore trapela anche che gli investigatori sono di nuovo concentrati su Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella, marito e padre delle due donne morte: su di lui si stanno conducendo nuovi accertamenti. (ANSA).


