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BOLOGNA. La proposta di Piero Pompili, manager del ristorante Al Cambio di Bologna, sta dividendo l'Italia. Una percentuale obbligatoria sul conto per sostenere un settore in crisi che fatica a trovare lavoratori qualificati. "Mi rendo conto che per l'Italia è una grande novità, ma il vero problema è che mancano i lavoratori nel mondo della ristorazione", ha spiega al Corriere della Sera una delle figure più influenti del panorama gastronomico nazionale.
Pompili non ha dubbi: senza interventi drastici "molti ristoranti chiuderanno nei prossimi cinque anni". Il motivo è chiaro secondo il restaurant manager bolognese: i giovani non sono più attratti da un settore che richiede sacrifici enormi per stipendi inadeguati. "Oggi un giovane per una busta paga netta di 7-8 euro all'ora deve sacrificare una vita, lo trovo disumano", denuncia.
La matematica è impietosa: per garantire uno stipendio di 3.000 euro netti, un datore di lavoro deve sostenere costi che arrivano a 4.500-4.800 euro, cifre manageriali insostenibili per la maggior parte dei locali. "Certo che sarebbe più giusto che tutto arrivasse tramite lo stipendio, ma in Italia non ci sono i numeri sufficienti", ammette Pompili.
Da qui l'idea della mancia obbligatoria: "Un 5% del totale non inciderebbe tanto sulla spesa e sarebbe un aiuto importante per tutti i lavoratori del settore".


