ABRUZZO. Un colpo di fucile esploso nel cuore della notte: è stata uccisa così l'orsa marsicana Amarena. A ucciderla, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, un uomo di 56 anni che ora è indagato e così ha spiegato il suo gesto: "Ho sparato per paura ma non volevo uccidere. L'ho trovata dentro la mia proprietà, è stato un atto impulsivo, istintivo". Rischia da 4 mesi a 2 anni di reclusione. 

Sui social è esplosa la rabbia, con minacce all'indirizzo dell'uomo. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha definito grave l'episodio e ha chiesto di fare chiarezza.

Intanto più di 100 uomini tra carabinieri e forestali, con l' ausilio di droni e altre strumentazioni, si stanno attivando nel Comune di San Benedetto dei Marsi, per la ricerca dei due cuccioli dell'orsa. Si sta attivando una vera task force per mettere in salvo i due cuccioli ormai spaesati ed impauriti, fuggiti dopo aver perso mamma orsa.

E se la Regione Abruzzo annuncia che si costituirà parte civile, il direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo Luciano Sammarone ha parole di grande amarezza: «Abbiamo detto e ridetto "siamo modello, l'Abruzzo è modello"... Non siamo modello di niente. Davanti agli omicidi che sentiamo al telegiornale, l'uccisione di un'orsa sempre niente a confronto, ma non è così. Chiediamoci quanti pollai abusivi ci sono nel territorio, con baracche e baracchini. Ho difficoltà a credere che si sia trattato di difesa – ha aggiunto – l'orsa Amarena non ha mai attaccato nessuno».