Alexey Navalny è rientrato in Russia. Come aveva promesso.

E gli agenti del nucleo operativo del Servizio Penitenziario Federale lo hanno preso in consegna al varco passaporti dello scalo di Sheremetyevo, come da programma. Dunque nessuna sorpresa, tranne il dirottamento del volo all'ultimo miglio (sarebbe dovuto atterrare a Vnukovo). "Questa è casa mia, sono felice di essere qui", ha detto a internet unificata poco prima del fermo. "Io non ho paura e non dovete averne nemmeno voi".

epa08943745 A frame grab of Alexei and Yulia Navalnaya taken from a video posted on the Instagram account @navalny shows Russian opposition Leader Alexei Navalny before his flight at the Berlin Brandenburg International Airport BER in Schoenefeld, Germany, 17 January 2021 Russian opposition leader Alexei Navalny plans to return to Russia on a scheduled flight to Moscow later in the afternoon on 17 January. He was treated at the Charite hospital in Berlin since 22 August 2020 for being poisoned with a nerve agent from the Novichok group and was discharged from acute inpatient care on 22 September 2020. EPA/ALEXEI NAVALNY INSTAGRAM
epa08943745 A frame grab of Alexei and Yulia Navalnaya taken from a video posted on the Instagram account @navalny shows Russian opposition Leader Alexei Navalny before his flight at the Berlin Brandenburg International Airport BER in Schoenefeld, Germany, 17 January 2021 Russian opposition leader Alexei Navalny plans to return to Russia on a scheduled flight to Moscow later in the afternoon on 17 January. He was treated at the Charite hospital in Berlin since 22 August 2020 for being poisoned with a nerve agent from the Novichok group and was discharged from acute inpatient care on 22 September 2020. EPA/ALEXEI NAVALNY INSTAGRAM
epa08943745 A frame grab of Alexei and Yulia Navalnaya taken from a video posted on the Instagram account @navalny shows Russian opposition Leader Alexei Navalny before his flight at the Berlin Brandenburg International Airport BER in Schoenefeld, Germany, 17 January 2021 Russian opposition leader Alexei Navalny plans to return to Russia on a scheduled flight to Moscow later in the afternoon on 17 January. He was treated at the Charite hospital in Berlin since 22 August 2020 for being poisoned with a nerve agent from the Novichok group and was discharged from acute inpatient care on 22 September 2020. EPA/ALEXEI NAVALNY INSTAGRAM

"Ragazzo, portaci la vodka: stiamo tornano a casa", ha esordito Yulia prima del decollo in un video postato sull'Instagram del marito (oltre 2 milioni di visualizzazioni in poche ore). Ad attenderli, a Vnukovo, c'era un nutrito gruppo di sostenitori - circa 300 persone - più un bel drappello di colleghi e amici (tra cui il fratello Oleg).

 

Le autorità avevano avvertito che non avrebbero tollerato un 'circo' al terminal degli arrivi e così è stato. La polizia, in assetto antisommossa, ha iniziato a sgomberare supporter e media - 'fascisti!' gridava la folla - quindi ha sbattuto sulle camionette i volti più noti dell'entourage navalniano (tra cui l'avvocata Lybov Sobol, nonché lo stesso Oleg). In tutto, secondo la ong OVDinfo, almeno 60 persone sono state fermate dalla polizia. Ma siccome un bel manipolo d'irriducibili si è di fatto accampato fuori dal terminal (sfidando i -25 gradi di una serata polare) qualcuno, evidentemente, ha deciso di semplificarsi la vita. E ha ordinato al volo di Navalny di atterrare a Sheremetyevo.

In serata sono arrivate le prime proteste dall'Europa.
Il presidente del Consiglio Ue Charles Michel ha definito "inaccettabile" l'arresto di Navalny chiedendone l'immediato rilasciato. Mentre la Lituania ha già avanzato la proposta di nuove sanzioni europee contro Mosca. "L'arresto di Navalny al suo arrivo in Russia è un fatto molto grave, che ci preoccupa. Ne chiediamo l'immediato rilascio. E ci aspettiamo che siano rispettati i suoi diritti". Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. 
Infine dagli Usa Joe Biden, per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale, chiede la scarcerazione immediata di Navalny.