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Un’onda di quasi 300.000 donne e uomini in gilet giallo, quelli catarifrangenti obbligatori in auto, ha investito la Francia. Una protesta senza capi nè portavoce, partita dalle campagne più povere colpite dal caro-carburante e finita sotto le finestre dell’Eliseo, circondato dai manifestanti che cantavano la Marsigliese e gridavano «Macron, dimettiti».
Tanta la tensione ai 2.400 blocchi stradali, su autostrade, rotatorie, statali, cavalcavia. Una manifestante col gilet giallo è stata investita questa mattina in Savoia da un’altra donna al volante, presa dal panico in mezzo ai dimostranti che battevano sul tetto della sua vettura. I feriti sono stati 227, 6 dei quali gravi, oltre un centinaio i fermati. Sporadiche le violenze, soprattutto contro Prefetture e Comuni, come accaduto a Troyes e Quimper L’ordine impartito ai 4.000 gendarmi e poliziotti di rinforzo alle forze dell’ordine regolari in oltre 2.000 punti di tensione era di evitare qualsiasi incidente, anche soltanto immagini di violenze che potessero finire sul web.
A manifestare non erano nè sindacati nè partiti, ma gente esasperata dalle tasse, abituata a vivere e lavorare duramente nelle campagne, persone che spendono una parte sempre più importante del loro stipendio per fare il pieno. Molte le donne, anche non giovani, le famiglie con i figli. Chiara l’intenzione di tutti di manifestare pacificamente la loro rabbia profonda.



