Le ronde islamiche in un quartiere di Wuppertal di un gruppo di salafiti con i gilet catarifrangenti e la scritta «polizia della sharia» non è un atto perseguibile e dunque il processo non si farà.
Lo ha deciso il tribunale distrettuale della città del Nordreno Westfalia, famosa per la metropolitana monorotaia sospesa che corre sulle case e per il Tanztheater che fu di Pina Bausch, ma tornata alla ribalta un anno fa per la scorribanda di 8 estremisti islamici, che avevano inscenato una gazzarra capace di allarmare anche Angela Merkel. Se ne erano andati in giro a spiegare ai giovani del quartiere di Elberfeld che consumare alcool era un reato e che uniformarsi ai dettami del diritto islamico sarebbe stata cosa buona e giusta.

I giudici del tribunale di Wuppertal non ci hanno visto alcun appiglio, però, per aprire il processo che la procura aveva suggerito. Era stata un’azione di pubbliche relazioni, hanno spiegato, senza neppure l’infrazione del divieto di indossare uniformi, dal momento che i gilet si acquistano in normali negozi: i salafiti non indossavano divise e la manifestazione non ha intimidito nessuno. La sentenza non è ancora esecutiva e la procura ha già annunciato ricorso: la partita non è chiusa.

Per ora resta solo un’accusa più leggera al presunto capo del gruppo, Sven Lau, un 35enne con una lunga barba scura che dovrà vedersela in pretura per mancato preavviso della manifestazione.
La procura aveva basato gran parte della sua denuncia sul divieto di utilizzare uniformi, ma i giudici del tribunale hanno spiegato che la legge in vigore si riferisce a «divise di storici noti gruppi militanti intesi come simbolo di violenza organizzata». Insomma, una legge strutturata per impedire manifestazioni nostalgiche di gruppi neonazisti, ma inefficace contro quella che la Frankfurter Allgemeine Zeitung aveva definito «una provocazione calcolata».

In attesa che la giustizia compia per intero il suo corso, con l’espletamento del ricorso della procura, la parola passa alla politica, che oggi non si è espressa sulla decisione del tribunale di Wuppertal. Ma che un anno fa si era sollevata indignata contro le ronde islamiche. Angela Merkel aveva ribadito l’esclusiva dello Stato nel far osservare la legge, il suo partito aveva promesso un inasprimento della legge, qualora quella attuale non fosse sufficiente. Ora potrebbe essere il caso.